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Archivio › Fuori Binario n. 268 · Dicembre 2024 › pagina 10

ESPERIENZE

Voci migranti

Vania Valoriani · Fuori Binario n. 268, Dicembre 2024, pagina 10

Autrice: Vania Valoriani

Il progetto DiMMi raccoglie storie di vita vera da chi arriva da altri paesi

DiMMi (Diari Multimediali Migranti) è un'iniziativa che raccoglie e valorizza le storie di vita dei migranti in Italia, per dare voce a chi viene spesso ridotto a semplice numero o a stereotipo. Paule Yao, una migrante che guida il progetto, racconta come DiMMi offra uno spazio in cui le persone che si raccontano possono esprimersi in modo autentico, rivelando aspetti delle loro vite che vanno oltre la narrazione di dolore e difficoltà alla quale spesso sono associati. Il progetto vuole superare l'immagine del migrante come vittima, restituendo complessità e dignità a ogni testimonianza.

Invitata a Firenze per la rassegna Dialoghi Urbani, Yao ha presentato il progetto DiMMi e il Premio Saverio Tutino 2024, che arriva fino all'Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano dove le storie vengono raccolte e non se ne vanno più, diventando memoria collettiva. Yao ha incontrato le Commissioni Territoriali di Lettura e Cura delle Testimonianze di Migrazione, le giurie del premio, formate da persone che leggono e si prendono cura delle storie dei migranti con un approccio affettivo, valutando senza il filtro di una narrazione romanzata, mettendo in atto un processo di contestualizzazione. Il lavoro delle Commissioni non si limita alla valutazione letteraria: è un'esperienza di incontro profondo con l'Altro, una sorta di esercizio di empatia che permette ai membri delle giurie di confrontarsi con realtà che, senza il progetto, resterebbero spesso ignote o relegate a categorie generiche.

Le storie di DiMMi non parlano solo di viaggi tragici e di esperienze disperate: "Il progetto racconta il lato umano della migrazione - racconta Paule Yao -, con testimonianze che esplorano la vita quotidiana sia nei paesi d'origine che in Italia. Si abbatte così il muro di diffidenza e pregiudizio che circonda spesso l'immigrazione, promuovendo una cultura dell'accoglienza e della comprensione reciproca. Le storie possono essere scritte in italiano o nelle lingue d'origine e non sempre sono narrative letterarie tradizionali: possono anche prendere la forma di video o di altre modalità creative".

DiMMi rappresenta "un invito a costruire un'immagine collettiva dell'Italia, che riconosca il valore dei migranti e che vada oltre la semplice logica dell'assistenzialismo o della carità". Yao sottolinea come la scrittura sia un mezzo potente per affermare la propria identità, per superare le esperienze di dolore e discriminazione e per trasformarle in un contributo per la società ospitante. Il progetto vuole quindi abbattere i pregiudizi che vedono il migrante sempre come una persona "disgraziata", raccontando anche storie di successo, resilienza e quotidianità.

Infine Yao osserva come "questa esperienza miri a sensibilizzare non solo i lettori, ma l'intera società, sui processi di inclusione reale, perché la scrittura e la condivisione dei diari contribuiscono a creare una cultura dove la diversità sia una risorsa preziosa e non un ostacolo". Abbiamo un compito, ripete Yao, "dobbiamo soltanto costruire nuove narrazioni culturali in cui l'immigrazione non sia vista come un problema, ma come un'opportunità per conoscere, crescere e creare comunità".

https://www.dimmidistoriemigranti.it/

Pagina 10 del numero 268 Uscito sul numero 268 (Dicembre 2024), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero