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Archivio › Fuori Binario n. 268 · Dicembre 2024 › pagina 9

CULTURA - LA VITA MESSA A NUDO

La carità come cruna dell'ago

Tomaso Montanari · Fuori Binario n. 268, Dicembre 2024, pagina 9

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Rubrica: LA VITA MESSA A NUDO - ARTE E POVERTÀ | Autore: Tomaso Montanari

Nel dipinto di Ochtervelt è dai poveri che viene la salvezza

A Nurse and child in an Elegant Foyer. Il titolo con cui il web presenta questo quadro elimina i poveri: come sempre, invisibili. D'altra parte, il pittore (Jacob Ochtervelt, che nacque a Rotterdam nel 1634 e morì ad Amsterdam nel 1682) non si sarebbe stupito. La carità era coltivata come una virtù religiosa e civile, nell'Olanda protestante del Seicento: ed è questa virtù che ritrae, il nostro pittore. Due ricchi, fierissimi genitori guardano il loro pupo, agghindato come un idolo borghese e scortato dalla fidata governante, mentre elargisce un soldino a un quasi coetaneo assai più sfortunato, che bussa alla porta di casa tendendogli un lacero cappello.

Eppure, qualcosa nelle viscere del buon Jacob deve aver sentito una nota falsa, in questo edificantissimo aneddoto sociale e familiare. Perché il quadro che ha dipinto mette i brividi. Non è carità, questa: semmai beneficenza. Ricordo di aver letto da bambino una striscia della saggia e dolce Mafalda di Quino che diceva più o meno così: «la beneficenza è quella cosa per cui signore ricche ed elegantissime spendono molti soldi per organizzare un banchetto con ostriche e foie gras in cui raccogliere qualche soldo con cui comprare pane e acqua per i poveri». Ecco. La prospettiva dei pavimenti tirati a lucido conduce alla coppia dei genitori, i committenti del quadro. Non c'è un briciolo di calore umano nel loro sguardo, e il piccolo è delegato alla servitù. Il bambino ricco (che guarda in camera come un politico che va all'ospedale a trovare le vittime di una sciagura) è una bambola odiosa, ed è spaventoso il contrasto tra l'enorme medaglione d'oro che pende dalla catena che porta al collo e il minuscolo soldino d'argento che egli fa scivolare nel cappello di un ragazzino che non ha nemmeno il coraggio di guardare negli occhi.

E poi c'è la madre povera, così vergognosa della sua povertà da stare un passo indietro: lei sì che sembra una Carità, con quel bambino attaccato alle poppe, e altri tre da tenere al mondo. L'interno della casa dei ricchi è dominato da una luce fredda, che nemmeno i grandi quadri di paesaggio riescono a temperare: i poveri, invece, sono avvolti da una luce calda, accogliente, gioiosa. E una cosa è chiara. Questi ricchi pietrificati nei loro costumi e nel loro rigido perbenismo non stanno aiutando i poveri. È proprio il contrario: da quella porta aperta è entrata la salvezza, la luce, il calore. È entrata la loro unica occasione di diventare umani: quella porta è la famosa cruna di un ago: chissà se quel bambino ricco avrà la forza di attraversarla.

Pagina 9 del numero 268 Uscito sul numero 268 (Dicembre 2024), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero