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Rubriche - Millefoglie, Un mondo ganzo
Vari (Valentina Nicastro, Fabio Bussonati) · Fuori Binario n. 268, Dicembre 2024, pagina 11
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Un bagolaro gigante a Terenzano
Rubrica: MILLEFOGLIE | Autrice: Valentina Nicastro
Esistono individui straordinari che nel mentre che producono ossigeno riducono le emissioni di CO2, combattono lo smog e bloccano anche le micidiali polveri sottili. Sto parlando degli alberi. Ci sono studi che hanno dimostrato come alcune specie di albero sarebbero in grado di assorbire quasi 4000 chili di anidride carbonica (CO2) nell'arco di vent'anni, bloccando le polveri sottili PM10 e abbassando la temperatura dell'ambiente circostante durante le estati più calde. Uno degli alberi più efficienti nel fare pulizia ovunque viva, si chiama bagolaro. E se voleste vederne uno secolare, monumentale, dal valore inestimabile, recatevi presso la Fattoria di Terenzano, percorrendo - fra Ponte a Mensola e Compiobbi - via della Rosa, immersi in un caratteristico paesaggio di terrazzamenti ad olivo ancora ben conservati. Lì, poco prima del borgo, in un tratto rettilineo e pianeggiante della strada, troverete questo imponente spazzino, visibile già da una certa distanza in tutta la sua maestosità, con la folta chioma che invade tutto l'asse stradale fino a lambire gli olivi adiacenti. Il Celtis australis, oltre a chiamarsi tecnicamente bagolaro ha anche molti nomi "volgari": Arcidiavolo, Albero dei rosari e Spaccasassi, quest'ultimo forse perché su terreni sassosi le sue radici robuste riescono a penetrare nelle fessure tra le rocce provocandone lo sgretolamento. Gli alberi sono i nostri alleati: e noi come ci stiamo comportando con loro? Più foreste urbane, più bagolari, meno auto: questa potrebbe essere una proposta per vivere meglio nelle nostre città.
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La turbovela di Cousteau
Rubrica: UN MONDO GANZO È POSSIBILE | Autore: Fabio Bussonati
Un'invenzione importante prende corpo intorno al 1980, quando il Comandante Jacques Yves Cousteau e la sua équipe maturano la convinzione che la loro nave da ricerche oceanografiche, la Calypso, comincia ad essere troppo malandata per continuare a lavorare in mare e decidono di sostituirla con una nuova, spinta però soltanto dalla forza del vento, che dovrà essere l'ambasciatrice della difesa dell'ambiente su tutti i mari del mondo.
Sebbene l'idea di una barca a vela non sembri particolarmente innovativa, rivoluzionaria è invece la vela che verrà realizzata partendo dalla vela cilindrica rotante del tedesco Alton Flettner, ma eliminando la rotazione e praticando due feritoie sui lati opposti del cilindro stesso. Qui sarà inserito un ventilatore che provvederà ad aspirare le correnti parassitarie che si frappongono all'avanzare dell'albero, spingendone l'aria nella direzione desiderata. Il cilindro dovrà essere orientato sul filo del vento ma per fare questo serve soltanto una persona ed un calcolatore.
Il primo battello equipaggiato con una turbovela prenderà il mare il 26 gennaio del 1983 e si chiamerà "Le Moulin a Vent": la sua turbovela è un cilindro in fibra di vetro con rinforzi di acciaio, alto 13,5 metri con un diametro di 2,25, copre una superficie utile di 30 metri quadrati e risulta avere una efficienza dalle 5 alle 6 volte maggiore di una vela tradizionale.
Il 13 maggio del 1985 poi verrà varata "Alcyone", che avrà due turbovele e come viaggio inaugurale farà quasi il giro del mondo, spinta dalla sola forza del vento.
Un mondo ganzo è possibile è anche un libro! Edito da Fuori Binario, raccoglie i primi sette anni della rubrica, con tutti i disegni dell'Autore. Lo potete richiedere in sede oppure al vostro venditore di fiducia.
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Uscito sul numero 268 (Dicembre 2024), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
