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SORELLANZE - ULTIMA PAGINA

Al cinema vacci tu!

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 267, Novembre 2024, pagina 16

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Rubrica: SORELLANZE | Autrice: Valentina Baronti

Ci avevano detto che le classi sociali non c'erano più. Ci avevano detto che non aveva senso di parlare di classe operaia o di sottoproletariato, che erano termini novecenteschi, che la nostra epoca era diversa. Sì, diversa: classista senza neanche averne la coscienza. L'impoverimento ormai è generalizzato, riguarda anche chi ha la sorte di avere un lavoro e siamo tornati a fare i conti con la nostra appartenenza di classe. A dirlo sono le nostre vite, fatte di rinunce continue in ogni settore: l'alimentazione, i vestiti, la sanità. E la cultura. Secondo gli ultimi dati Istat la spesa mensile delle famiglie italiane in cultura è letteralmente crollata negli ultimi anni. Dai 71 euro del 2018, si è passati ai 54 euro del 2021, diventati poi 32 nel 2022. Non va meglio se si guarda agli stanziamenti pubblici: nelle leggi di bilancio la spesa in cultura è diminuita del 9,5% tra il 2023 e il 2024, ponendo l'Italia al terzultimo posto in Europa. Una società costruita sull'ignoranza e sullo sfruttamento, come se le nostre vite dovessero essere fatte solo di lavoro sottopagato, impegni di cura familiare e pomeriggi nei centri commerciali, a guardare le vetrine dei negozi in cui non possiamo permetterci nemmeno i calzini. Per dirlo con un motto in voga sui social: Mai una gioia!

L'alternativa in realtà c'è e arriva dal basso, dai posti autogestiti, dai centri sociali, dalle occupazioni, dai circoli. Una galassia di eventi culturali per tutte le età e tutte le tasche, che sono aria pura nei nostri polmoni. Non solo perché improvvisamente possiamo permetterci una serata di svago o riflessione, ma perché c'è un lavoro di selezione politico, che contribuisce in maniera fondamentale alla ricostruzione di una coscienza di classe e ci dà quindi gli strumenti per riprenderci il diritto alla cultura che ci viene negato. Molti di questi posti vengono criminalizzati, repressi, sgomberati, multati. Sta a noi frequentarli, difenderli, renderli ancora più forti e saldi. È l'unica speranza che abbiamo per rompere la catena del "produci, consuma, crepa".

Pagina 16 del numero 267 Uscito sul numero 267 (Novembre 2024), a pagina 16. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero