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Archivio › Fuori Binario n. 266 · Ottobre 2024 › pagina 6

LAVORO

Com'è possibile tutto questo?

Paola Sani · Fuori Binario n. 266, Ottobre 2024, pagina 6

!Lavoro

Rubrica: LAVORO | Autrice: Paola Sani

Testimonianza dai ghetti dei braccianti a Rosarno, dove la vita è disumana. Un segreto di Pulcinella che fingiamo di non vedere

"Da secoli ci succhiate il sangue in Africa e ora ce lo succhiate anche qui. Ora basta!". Me lo ha detto un ragazzo che vive nella baraccopoli di San Ferdinando a Rosarno, dove sono stata nei giorni scorsi. In molti hanno voglia di raccontare, hanno piacere di essere ascoltati anche se i loro occhi sono persi mentre i miei si riempiono di lacrime. Non riesco a trattenermi anche se mi trovo davanti a loro.

Il ghetto è in mezzo alle fabbriche. Vivono in centinaia, nella disumanità più assoluta, senza alcun servizio. Sono tutti maschi, nessuna donna, molti bevono e assumono sostanze, hanno problemi psichiatrici, impazziscono in quelle condizioni. Vengono sfruttati nei campi, raccolgono pomodori e ortaggi che noi compriamo spesso sottocosto. Sono loro a pagare, in mano ai caporali, senza alcun diritto.

Tanti di loro sono anni che vivono nell'assoluta indifferenza, nell'assenza di igiene, con permessi di soggiorno scaduti che la nostra burocrazia gli impedisce di rinnovare, dove l'ambulanza per arrivare ci mette due ore perché nell'enormità della baraccopoli non ci sono punti di riferimento. I containers del Ministero dell'Interno sono privi della più elementare manutenzione. Gli escrementi restano lì, all'aperto, formando pozzanghere intorno ai fatiscenti bagni dove delle galline beccano cercando qualcosa da mangiare. Alcuni di loro sono arrabbiati con noi. Tra di loro il ragazzo, fra i più lucidi, che mi dice "Ora basta!".

Li saluto, ci stringiamo le mani, ringraziano ma purtroppo sanno che nessuno verrà mai per risolvere gli enormi problemi che vivono quotidianamente. Non è indifferenza, è un crimine, un altro capitolo della guerra contro tutto il popolo dei non-umani, di cui sono note cause, vittime e i modi per evitare tutto questo. Basterebbe poco per invertire la rotta, invece è tutto assurdo e intollerabile, perché è tutto assolutamente noto da sempre, ma nessuna autorità si impegna per garantire loro i diritti costituzionali. Torno sui miei passi, sfinita, come è possibile tutto questo? Come possiamo accettare di dormire tranquilli sapendo che trattiamo così questa umanità? Abbiamo più cura delle cose che delle persone. Il nostro sistema economico e sociale li rende schiavi, venduti, travolti dal meccanismo capitalistico per garantirci un benessere che gronda sangue: muoiono in mare per raggiungere l'Europa, muoiono nei campi agricoli lavorando in condizioni estreme per pochi euro; muoiono di malattie perché l'accesso alle cure mediche resta un miraggio.

Abbiamo globalizzato le forme di schiavitù e siamo incapaci di globalizzare il rispetto per la persona, per la vita. Siamo disturbati dalla loro presenza, abbiamo bisogno di loro per svolgere lavori usuranti o di cura ma li vogliamo invisibili. Queste condizioni di diseguaglianza e di sfruttamento sono la misura della nostra disumanità e dell'imbarbarimento dei rapporti umani che rende agghiacciante la società in cui viviamo.

Pagina 6 del numero 266 Uscito sul numero 266 (Ottobre 2024), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero