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GUERRA
Lo sterminio di Gaza
Felice Simeone · Fuori Binario n. 265, Settembre 2024, pagina 3
!Guerra
Sezione: GUERRA | Autore: Felice Simeone
Sono 243.400 le morti stimate nella striscia attaccata da Israele. L'analisi è della rivista medica The Lancet. A far innalzare il numero delle vittime contribuiscono epidemie, fame e disservizi. Si parla apertamente di "domicidio", distrutte circa il 60% delle abitazioni
A quasi un anno dall'inizio della guerra il numero delle vittime causate dai bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza, seguiti agli attentati del 7 ottobre del 2023, è noto solo approssimativamente. Il Ministero della Sanità di Gaza ha potuto contare, fino ad oggi (agosto 2024), circa 38.000 vittime: di questi, 14.000 sono bambini. Questi numeri sono stati contestati dal governo Israeliano, ma l'ONU, il governo degli Stati Uniti e lo stesso Mossad li considerano attendibili. I dati forniti dalle autorità di Gaza provengono in massima parte dagli ospedali e contano solo morti accertati, ossia, quelli di cui sono stati trovati i cadaveri registrati da qualche istituzione. Ad oggi si stima che circa altri 20.000 morti giacciono sotto le macerie; di questi, 10.000 sarebbero bambini. Altrettanti bambini risultano dispersi: molti sono stati sfigurati o mutilati, altri sono stati rapiti o arrestati, gli altri persi nel caos della guerra. I feriti morti nel deserto nel tentativo di allontanarsi dai bombardamenti non entrano nel computo dei morti provocati dagli attacchi.
Già nel 2017, due giornalisti del New York Times, Azmat Khan e Anand Gopal, hanno documentato la sistematica sottostima dei morti causati dagli attacchi della coalizione guidata dagli USA nella guerra contro l'ISIS in Iraq a partire dal 2014 (The uncounted). Sebbene condotta in contesto diverso, questa inchiesta ci è utile per capire il modo di operare delle autorità militari che non vanno mai a verificare sul campo gli effetti di un attacco: ragionano solo in termini di obiettivi e non hanno interesse a documentare ciò che il raggiungimento di un solo obiettivo comporta. A Gaza, lo scopo dichiarato dei bombardamenti su case, scuole, e ospedali sarebbe quello di uccidere combattenti di Hamas; spesso si tratta di semplici sospettati, identificati, come ha rivelato la rivista israeliana +972, da algoritmi di intelligenza artificiale sulla base di tracce digitali, come, ad esempio, il segnale del telefonino. Questi algoritmi sono ciechi a tutto ciò che si trova intorno al sospettato, sia che si tratti di una scolaresca, sia che si tratti di malati in una corsia di ospedale.
Questo è anche il motivo di ciò che molti osservatori hanno definito "domicidio", cioè la distruzione sistematica di edifici: la Banca Mondiale ha riportato che il 60% delle abitazioni di Gaza non esiste più: per gli sfollati è quasi impossibile trovare riparo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riportato che 19 dei 36 ospedali di Gaza sono fuori servizio; gli altri non sono pienamente funzionanti. L'organizzazione Save The Children ha raccolto testimonianze di genitori che evitano di portare i propri figli feriti in ospedale perché li reputano luoghi estremamente pericolosi. Questa situazione ha portato ad una grave e diffusa indigenza: al 96% di madri e bambini tra i 6 e i 23 mesi non è assicurata la sussistenza alimentare minima, e non meno di 50.000 bambini necessitano di interventi contro la malnutrizione (dati ONU). In totale, la FAO stima che più di 1 milione di persone si trova in "condizioni catastrofiche di insicurezza alimentare".
In una lettera pubblicata a Luglio 2024 dalla prestigiosa rivista medica The Lancet, tre affermati studiosi di salute pubblica hanno stimato che questo stato di cose potrà portare il numero dei morti a 190.000. È come se Firenze venisse svuotata di tre quarti dei suoi abitanti. Se mai un giorno i bombardamenti dovessero cessare, questa catastrofe (umana, sociale, politica) sarà il punto d'inizio di un lunghissimo dopoguerra quando fame, epidemie, disservizi potrebbero fare più morti delle bombe.
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Uscito sul numero 265 (Settembre 2024), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
