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GENTRIFICAZIONE

Il pensiero libero non è binario

Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 265, Settembre 2024, pagina 10

!Gentrificazione

Autrice: Clara Baldasseroni

Dividere il mondo in categorie di opposti favorisce le contrapposizioni e inquina il confronto costruttivo

Un codice binario riproduce le informazioni attraverso il solo uso di due stati diversi ed opposti. Per esempio: bianco-nero, giusto-sbagliato. Lo troviamo e lo conosciamo nell'ambito dei computer, che al loro interno funzionano con il codice binario 1-0 attraverso cui vengono memorizzati i dati ed eseguiti i calcoli.

Ragionare in modo binario, riducendo tutto a una logica duplice, ci induce a categorizzare solo due concetti opposti: sì/no, vero/falso, etc. Senza prendere in considerazione le sfumature, le alternative, le vie complesse e tortuose.

Questa visione si è diffusa anche nel nostro modo di pensare diventando uno tra i principali fattori che inducono allo scontro, all'opposizione e quindi alla violenza, rendendo le persone superficiali e aggressive. Il pensiero binario, insomma, è un nemico che insinua individualismo e competitività.

Non è possibile non valutare lo stigma del pensiero binario: se tutto è ridotto a sole due posizioni, la scelta è tra assecondare il sistema o starne fuori. Per questo alcune persone non osano parlare per paura di essere scartate dal pensiero duplice che, tra l'altro, fa apparire grandi idee malauguratamente fragili.

Se si partecipa a un progetto di autogestione, come nel caso della redazione di Fuori Binario, il punto di partenza è non spegnere l'entusiasmo dei partecipanti, la loro voglia di esprimersi e di confrontarsi, liberamente, senza ricadere in un sistema di contrapposizioni. Attenuare il caos dei segni, il caos 'sonoro' del linguaggio per la ricerca di elementi d'intesa, di collaborazione, da portare avanti, non può sminuire i nostri ruoli. Anzi, li rafforza. La collaborazione e l'ascolto sono la via per arrivare anche a una critica, che non abbia un approccio offensivo-aggressivo a causa dell'idea dominante che cancella tutto il resto. Sono i soliti aspetti che tardano a scomparire: protetti da logiche di controllo, mirate a mantenere i propri privilegi, calati dall'alto.

Anche sul web e nelle comunicazioni telematiche, può capitare di rimanere vittime di violenza, di venire insultati. Ma, in ogni caso, se ci troviamo di fronte a posizioni razziste o fasciste, non in linea con i nostri ideali, è utile passare all'azione rompendo l'omertà. Ad esempio si può fornire una risposta, un feedback diverso da quello dominante, si può lottare contro la censura, ma senza scadere nel tranello di 'botta e risposta', sempre proposto da individui che, privi di idee creative, cercano di tagliare i nostri spazi per appropriarsene. Ed è anche possibile bloccare l'altro utente prima di scadere nella rabbia provocata dall'ingiustizia. Se necessario se ne riparlerà in presenza, con qualcuno che abbiamo vicino, un compagn*, un amic* senza rimanere soli e in silenzio.

Ogni idea difforme ha un suo significato che va analizzato in riferimento all'idea dominante che può non essere esaustiva. È quindi importante trovare nuove soluzioni, nuovi percorsi di ragionamento e di confronto per mantenere le nostre menti fervide, creative, produttrici di percorsi alternativi e multipli. Ed è vero che nell'arco della storia certe grandi scoperte sono avvenute per errore, mentre si cercava altro.

L'antifascismo oggi raggruppa tanti argomenti tra i più disparati, eppure non discordanti, tante posizioni diverse, unite nel fine.

Pagina 10 del numero 265 Uscito sul numero 265 (Settembre 2024), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero