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GENTRIFICAZIONE
Non è una città per studenti
Fuori Binario · Fuori Binario n. 265, Settembre 2024, pagina 10
!Gentrificazione
Sezione: GENTRIFICAZIONE | Autore: Fuori Binario
...a meno che non siano ricchi: la denuncia arriva dall'assemblea della Polveriera Spazio Comune che rivendica il diritto all'autorganizzazione
"Se l'interesse economico ha ormai distrutto e reso invivibile Firenze, questo stesso interesse adesso si sta appropriando degli spazi che dovrebbero essere dedicati agli studenti". È questa la denuncia che arriva dagli universitari che a metà agosto si sono incontrati per discutere di diritto all'abitare alla Polveriera Spazio Comune in Sant'Apollonia. "A Firenze si dà la precedenza alla speculazione e ai flussi del turismo, al punto che i pochi appartamenti che non sono dedicati agli affitti brevi hanno prezzi inaccessibili, soprattutto per coloro che non possono permettersi di pagare una stanza da 400 euro in su, più le utenze e i costi accessori, e si vedono negato il diritto alla borsa di studio".
Sotto accusa le istituzioni che favoriscono in tutti i modi, spesso destinando anche risorse pubbliche, i grandi investitori che costruiscono e gestiscono gli studentati privati con l'obiettivo di fare profitti grazie a studenti ricchi e turisti, non certo di favorire il diritto ad una stanza per gli studenti più poveri: dal nuovo Student Hotel in viale Belfiore a quello di viale Lavagnini, fino agli ultimi, presto sul mercato, di via Pietrapiana ed ex Manifattura Tabacchi.
"Val la pena massimizzare il profitto derivante dal turismo sacrificando il diritto all'abitare degli studenti?", si interrogano alla Polveriera. E sul banco degli imputati finisce la giunta comunale che, non contenta di aver sdoganato gli studentati per i ricchi, colpisce con gli sgomberi chi cerca "alternative popolari autorganizzate". Si tratta di "occupazioni che hanno il merito di rianimare edifici altrimenti abbandonati a se stessi - raccontano gli studenti - esperienze che vengono però colpite da una repressione che contrasta quegli stessi diritti di cui il Comune, la Regione e, nel caso studentesco, il DSU Toscana, dovrebbero essere garanti".
L'esempio sotto agli occhi di tutti è quello dello studentato autogestito di "Ponte di Mezzo 27", luogo di studio e aggregazione sociale, sgomberato il 17 agosto dello scorso anno. In quella struttura per lungo tempo ha vissuto una trentina di studentesse e studenti, rimasti senza borsa di studio dopo una riforma dell'ISEE che aveva colpito centinaia di altre persone.
L'assemblea si è conclusa mettendo nel mirino il virus della gentrificazione e della turistificazione che demolisce il diritto alla casa degli studenti, e non solo, e ribadendo la centralità delle "forme di autorganizzazione che rifiutano l'ipocrisia, l'ingiustizia e l'indifferenza di chi decide dall'alto". Nonostante la repressione e la speculazione - promettono - "continueremo a rivendicare il diritto allo studio come un diritto inalienabile, mai sottostaremo alla logica del profitto".
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Uscito sul numero 265 (Settembre 2024), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
