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MIGRAZIONI
Il ping pong con i migranti
Vania Valoriani · Fuori Binario n. 265, Settembre 2024, pagina 11
!Migrazioni
Sezione: MIGRAZIONI | Autrice: Vania Valoriani
Marco Daffra, regista del documentario "Un mare di porti lontani", racconta il paradosso del decreto "Cutro"
Immaginate di poter fare qualcosa di utile che possa lenire le sofferenze dei migranti, che arrivano dopo deserto e torture, scampando alla morte. Se foste al governo che legge fareste? Forse un atto che salvi vite in mare, ne disponga l'accoglienza, prendendosi cura di donne in gravidanza e bambini e giovani sfiniti. E invece qualcuno ha fatto un decreto e lo ha chiamato "Cutro", per non dimenticare i novantaquattro morti in mare a pochi metri dalla costa calabra. Peccato che questo decreto, invece di accogliere, colpisce le Ong e sfinisce ancora di più i migranti, non facendoli sbarcare dopo il salvataggio. Sono costretti a navigare verso nord, fino ad un porto lontano almeno quattro giorni, minimo, dalle prime coste italiane. Una volta sbarcati tornano indietro, questa volta in pullman, verso sud. Assurdo! Ma è tutto vero: di questo sono capaci i nostri legislatori.
È in questi porti lontani dall'approdo che Marco Daffra, regista fiorentino, entra in contatto con la realtà distorta e disumana e decide di raccontarla. Nel suo lavoro, un docufilm di 54 minuti intitolato "Un mare di porti lontani", non cerca facili emozioni, mostrando corpi smagriti distesi e sbattuti da onde altissime in mezzo al mare per giorni e notti, eppure sarebbe stato più facile: solo la realtà. Marco ci dice che vorrebbe che il suo video fosse "un atto che, davvero, potesse muovere le coscienze, quelle dei giuristi ma non solo, capace di dare vita a ad una forte protesta popolare. Mi piacerebbe portarlo nelle scuole, per farlo vedere ai giovani, agli studenti, magari anche a chi studia giurisprudenza". Incontriamo il regista dopo una proiezione presso l'associazione Casa Caciolle, durante la quale intervengono anche alcuni testimoni diretti, due ragazzi immigrati arrivati su quelle navi.
Come è nata l'idea del documentario? Sono andato a vedere quello che stava succedendo a Livorno e Carrara, per parlare con il personale delle navi delle Ong, ascoltarli soprattutto. Ne è venuto fuori un panorama assurdo, pensato da menti perverse. Cito solo alcune cose. Se una Ong fa più di un salvataggio, viene pesantemente multata e riceve anche il fermo amministrativo. Quindi il barchino che arriva secondo va lasciato alla deriva? E, oltretutto, quanto costa tenere in rada quelle navi che succhiano pure tanta energia? Le Ong ricevono accuse infamanti, addirittura di lucrare sul numero di salvataggi e collaborare con gli scafisti libici. Peccato che chi lavora su quelle navi sono marinai e tecnici che guadagnerebbero il quadruplo, se viaggiassero sulle navi da crociera! Nel documentario faccio parlare soprattutto loro, il personale delle Ong. Raccontano la loro esperienza diretta, senza scendere nei particolari personali né scadere nell'ambiguità del buonismo, come secondo me ha fatto Garrone.
Ti riferisci a "Io, Capitano"? Sì. Secondo me Garrone ha peccato di equilibrismo, non mostrando niente né della Guardia Costiera libica né delle Ong. Così tutti son più tranquilli. Io invece volevo parlare delle leggi che sono state fatte sulla pelle delle persone, facendo capire quanta preparazione e umanità ci vogliono per legiferare bene. Con il decreto "Cutro" pare che si sia voluto fare un dispetto e criminalizzare chi salva vite, chi porta quattro madri incinta sulla nave e tre abortiscono nel viaggio di trasferimento verso la Toscana. Stimo molto Garrone, però quel film non mi convince proprio per questo motivo, perché non parla dei problemi veri.
Cosa hai visto a Carrara, città protagonista del film insieme a Livorno? Ho visto arrivare ventuno migranti dopo cinque giorni di navigazione col mare forza nove; la sindaca organizzare tutta la catena dell'accoglienza: dall'arrivo alle cure mediche e sanitarie, agli alloggi; duecento dipendenti comunali mobilitati, spostati da altri incarichi. Dopo tutto questo impegno i migranti sono stati caricati su un bus e portati a Foggia. La settimana dopo i migranti erano ben novantasei, la sindaca arrabbiatissima, come anche il sindaco di Livorno. Quella volta li hanno portati a Brindisi. Sembrano cose inverosimili, ma è così. Mi son detto: devo far vedere questo sistema.
Cosa pensi dell'estate praticamente senza sbarchi? Tutti sanno che non è così, è impossibile. Però documentarlo e diffonderlo non è facile. Da dopo le elezioni europee pare che il problema non esista più, nessuna invasione che possa servire come propaganda elettorale. Fanno di tutto per sabotare le Ong che poi, dato interessante, fanno il sette per cento dei salvataggi, gli altri li effettua la Guardia Costiera italiana.
Possiamo invitarti a presentare il tuo docufilm nella nostra sede? Credo che Fuori Binario sia uno dei mondi che il decreto "Cutro" offende pesantemente. Conosco quello che fate, per alleviare il dolore di vite nate sotto una stella non proprio buona e immagino che andare dentro agli effetti di un provvedimento come questo faccia male a chi mette tanto impegno ad aiutare. Sarà una bella serata, ne sarei molto contento.
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Uscito sul numero 265 (Settembre 2024), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
