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Sfruttati e senza scarpe

Fuori Binario · Fuori Binario n. 263, Giugno 2024, pagina 5

!Politica

Autore: Fuori Binario

Manodopera agricola con paghe miserabili reclutata tra i rifugiati del Cas. Dieci arresti in Toscana tra imprenditori e "caporali"

Rastrellavano uomini ogni giorno, a rotazione, da un gruppo di una settantina di rifugiati pakistani e bengalesi ospiti del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) Le Caravelle a Riotorto, nel comune di Piombino. Li impiegavano in condizioni di totale sfruttamento in aziende agricole delle province di Livorno e Grosseto. È quanto scoperto dai carabinieri di Piombino che, incuriositi da un insolito viavai di furgoni, hanno condotto l'indagine che ha portato all'arresto per dieci tra imprenditori e "caporali", tra i 30 e i 56 anni. Destinatari dell'ordinanza sono infatti sei titolari di altrettante ditte individuali fornitrici di lavori e servizi nel settore agricolo e altre quattro persone che li supportavano nel reclutamento dei lavoratori. Il reato ipotizzato è quello di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. I carabinieri hanno intitolato l'operazione "Piedi scalzi" dopo aver ascoltato un'intercettazione in cui uno degli indagati era preoccupato che il fango bagnato potesse intralciare il lavoro degli sfruttati. All'altro capo del telefono il compare lo ha rassicurato "I nostri li mandiamo a piedi scalzi, così non c'è il problema che rimangano impantanati con le scarpe".

Gli imprenditori impiegavano i migranti, approfittando del loro stato di necessità, per la raccolta di olive, ortaggi, uva e nella pulizia di vigneti con turni anche di oltre 10 ore giornaliere, senza pause e con retribuzioni al nero inferiori a quanto previsto dai contratti collettivi, oltre che in violazione delle normative in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro, sui riposi e sulle ferie. La paga oraria variava tra i 3 e i 9 euro circa, in un caso appena 0.97 euro all'ora. Gli operai erano anche pagati in ritardo, fino a 3 mesi e c'è chi non avrebbe ricevuto nulla. Durante l'operazione è stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di 45.000 euro quale profitto accertato dall'Inps a seguito del mancato versamento dei contributi previdenziali e assicurativi per i lavoratori illecitamente impiegati.

Pagina 5 del numero 263 Uscito sul numero 263 (Giugno 2024), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero