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ATTUALITÀ
Italia-Albania, accordo inutile
Felice Simeone · Fuori Binario n. 263, Giugno 2024, pagina 4
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Rubrica: ATTUALITÀ | Autore: Felice Simeone
Prevista una spesa di 650 milioni di euro, mentre i dati ufficiali smentiscono l'esistenza di un'emergenza immigrazione
La politica dell'immigrazione promossa dal Governo presieduto da Giorgia Meloni ha voluto far fronte, a partire dal 2023, ad una presunta ondata eccezionale di arrivi che avrebbero imposto azioni e decisioni d'emergenza. Questa visione ha portato, nel novembre 2023, ad un accordo con il governo albanese per il "rafforzamento della cooperazione tra i due paesi nella gestione dei flussi migratori" diretti verso l'Italia dal Mediterraneo. Questo accordo è giunto a coronamento di una serie di misure urgenti inaugurate dal decreto Cutro del marzo 2023, seguito un mese dopo dalla dichiarazione dello stato di emergenza "per far fronte all'eccezionale incremento dei flussi migratori" (cit. Gazzetta Ufficiale).
I numeri disponibili presso gli stessi ministeri che hanno promosso queste misure non supportano però l'esistenza di nessuna emergenza, a meno che non si voglia definire eccezionale un fenomeno strutturale che negli ultimi anni non ha fatto registrare nessuna anomalia significativa, se non una forte riduzione degli ingressi durante gli anni della pandemia da Covid. Ancora più oscuro appare l'accordo con il governo albanese se si tiene presente che il numero massimo di immigrati che il sistema di accoglienza sul nostro territorio nazionale può prendere in carico non è mai stato raggiunto.
Negli anni invece, si è assistito al sovrapporsi di provvedimenti che hanno generato confusione e usi impropri delle strutture di accoglienza. Prima del decreto Cutro, infatti, il sistema di accoglienza prevedeva i Centri di prima accoglienza (CPA), che sono luoghi di identificazione e di indirizzo verso altre strutture, il sistema diffuso di accoglienza e integrazione (SAI), e i centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) che vengono attivati dalle autorità locali solo in casi eccezionali e per un tempo limitato.
I dati del ministero dell'interno elaborati dalla piattaforma centriditalia.it rivelano, per il periodo che va dal 2018 al 2022, un numero medio di 30.000 posti che ogni anno rimangono inoccupati nelle varie strutture esistenti. Se c'è un'anomalia in questo sistema è l'abuso dei Centri di Accoglienza Straordinaria che hanno ospitato circa 70.000 persone contro i 31.000 del Sistema diffuso di Accoglienza e Integrazione, che invece dovrebbe essere lo strumento principale di accoglienza dei migranti.
Nel 2023, si è registrato effettivamente un eccesso di circa 30.000 presenze, che comunque il sistema è stato in grado di assorbire. In contrasto con i suoi stessi dati, il governo ha istituito, con lo stato di emergenza, due nuovi tipi di strutture, in aggiunta a quelle già esistenti: i Centri di prima accoglienza - HOTSPOT (fa sorridere l'uso di una parola inglese da parte di un governo patriottico!), e i Centri di Detenzione e Rimpatrio (CPR). Questi sono anche i due tipi di centri che si dovrebbero costruire in Albania a carico dello Stato Italiano e rendere operativi entro la fine di Maggio 2024.
Queste strutture dovrebbero accogliere, insieme, 36.000 persone al massimo delle 160.000 che, secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sbarcano mediamente ogni anno sulle coste italiane; cioè, in termini percentuali, solo il 22% degli arrivi totali potrà essere trasferito in Albania. La relazione tecnica depositata in Senato stima una spesa di circa 650 milioni di euro in quattro anni per l'operazione: la notizia è che la maggior parte di questa spesa non ci sarebbe se i migranti fossero trattenuti in Italia.
Dei 650 milioni, infatti, 280 serviranno solo a rimborsare i viaggi del personale dei ministeri italiani, circa 100 serviranno a noleggiare le navi, e 60 milioni serviranno a nuove assunzioni in Italia. La costruzione dei centri di accoglienza e di rimpatrio in Albania costerà circa 36 milioni. Da notare che in caso di espulsione e rimpatrio, i migranti non potranno essere rilasciati su suolo albanese, e dovranno prima essere ri-trasferiti in Italia.
Giusto per avere un termine di paragone, 700 milioni di euro sono anche la somma stimata dalla contro-finanziaria di Sbilanciamoci.it per politiche di assistenza agli anziani, programmi di pace e disarmo, o per misure alternative al carcere.
Dobbiamo infine riportare che i dati discussi in questo articolo sono stati ottenuti dai ministeri solo dopo ripetute richieste di accesso da parte del collettivo openpolis.it, qualcuna arrivata perfino in tribunale vista la riluttanza degli stessi a rilasciare dati pubblici.
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- 280 milioni rimborsi viaggi
- 100 milioni navi
- 36 milioni centri Albania
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- 700 milioni
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Uscito sul numero 263 (Giugno 2024), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
