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MIGRAZIONI
Somalia, Pakistan, Guinea - Minori stranieri non accompagnati
Isabella Mancini · Fuori Binario n. 263, Giugno 2024, pagina 7
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Rubrica: MIGRAZIONI | Autrice: Isabella Mancini
Alle spalle miseria e violenza, in Europa quale futuro?
"Voglio tornare in Africa". "Scusa, in che senso? Poi l'Africa è grande, nel tuo paese non puoi rientrare, hai il riconoscimento dell'asilo politico, oltre a tutto il resto". "Voglio tornare in Africa, mi aiutate? Qui trovo solo porte chiuse, tutto è difficile, la mia famiglia non capisce che sono qua, nel posto più ricco del mondo e io sembro essere l'unico che non riesce a fare soldi".
Mohamed (nome di finzione) oggi ha 21 anni. È arrivato in Italia attraversando Etiopia, Sudan, Egitto, Libia. I lavori forzati, la reclusione dentro a un carcere libico, la fame, le botte, poi il buio vero e proprio quando i suoi aguzzini hanno deciso di uccidere a colpi di mitra tutto il gruppo che con lui condivideva la cella. I corpi, anche il suo, collassato per lo choc e la paura assieme a quelli dei deceduti, buttati in un fosso ai margini di una strada dietro a un ospedale. Grazie al soccorso di una passante, con infermieri e dottori complici, esce miracolosamente vivo da questo orrore e sale su una barca. Aveva 16 anni Mohamed, era partito da casa che ne aveva poco più di quattordici. Il suo è un paese senza governo e senza futuro per i giovani, tribale, rurale, senza accesso ai diritti fondamentali: e ci chiediamo perché mai sarà voluto venire via il giovane Mohamed da questo luogo ameno?
"Ciao, come stai? Volevo solo dirti che sto bene, che proseguo con il lavoro ma non ho ancora novità sul permesso di soggiorno". "Ciao, felici di sapere che al lavoro va tutto bene, vuoi passare da noi che valutiamo se il problema è solo quello dei consueti ritardi delle amministrazioni italiane?"
Kamel è arrivato in Italia dal Pakistan. Il suo viaggio è incredibile, fatto a piedi, su mezzi di fortuna, racimolando soldi con piccoli lavoretti a destra e a manca, attraversando terre mitologiche, dall'Iran fino in Turchia. Nel paese di Erdogan, degli accordi con l'unione Europea per fermare l'arrivo dei profughi dai paesi di certa concessione dei permessi di asilo (Siria, Afganistan ma anche Pakistan appunto), Kamel, appena quindicenne, si ferma nove mesi a lavorare in una fabbrica che produce jeans che acquistiamo nei nostri negozi europei. Messi via i soldi passa il confine con la Grecia, anche qui lavora, al nero, in una cava di marmo, si rompe una clavicola, perde l'appuntamento con la commissione che avrebbe dovuto valutare il suo diritto a rimanere in Europa, riparte attraversando i Balcani, a piedi, novello pellegrino sedicenne. Tra amici persi e ritrovati ha finito i suoi soldi a Firenze, diretto a Roma e qui si è fermato.
Khaltoum è l'unica ragazza di questo breve racconto di vite. È stata rapita dallo zio materno a quattordici anni e portata con lui attraverso il Mali, il Niger, l'Algeria e poi la Tunisia: la vendeva per pagarsi il viaggio, per evitare la tortura o altri supplizi. Il mare li ha poi divisi, un naufragio, lei recuperata e portata a Catania, lui a Palermo. Lui l'ha cercata chiedendo un ricongiungimento ma per fortuna lei aveva già imparato l'italiano, aveva trovato persone che le volevano bene e aiutata a seguire un percorso scolastico, iniziare a curarsi le ferite e l'HIV, regalo di questo viaggio in prima classe. È arrivata a Firenze chiedendo: "Ma in questa città, già non avete il mare, almeno un posto dove si fa una granita decente, lo avete?"
Quando si parla di minori stranieri non accompagnati di questo si parla, di questi ragazzi, che arrivano alle porte dell'Europa per chiedere che anche loro siano considerati umani, per trovare quello Stato che non hanno trovato nel luogo di nascita sapendo che i loro diritti erano, sono, e saranno universali. Lo troveranno qui in Italia, Europa, 2024?
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Il quadro normativo italiano
La Legge 47/2017 (legge Zampa), che disciplina in modo organico l'accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati sul territorio italiano, ha rappresentato un punto di svolta importante. Legge avanzata a livello europeo, guarda al minore con un atteggiamento olistico, come soggetto vulnerabile, bisognoso di interventi e garanzie su più livelli. Ma nei suoi sette anni di vita non si è ancora superato l'approccio emergenziale messo a dura prova dall'ultimo decreto del 2023, il cosiddetto Decreto Cutro, dove le deroghe alla norma sono pesanti e invalidanti del sistema di tutela e garanzia. Importante figura di tutela della legge Zampa per i Minori rimangono i tutori volontari: la gran parte sono donne, ma ancora non in numero sufficiente a dare supporto alla tutela di tutti i giovani presenti nel paese.
Minori stranieri: gli ultimi dati
Al 31 marzo del 2024 i Msna presenti in Italia (secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che li pubblica regolarmente online) erano 21.247. Un numero, un giovane: di centinaia di loro si perdono le tracce durante i mesi che li portano verso la maggiore età. L'88% di questi ragazzi è maschio e quasi il 50% ha 17 anni. Sul podio dei paesi di provenienza abbiamo: Egitto, Ucraina, Tunisia. Il 25% di loro si trova in Sicilia: la Toscana ne ospita il 4,73%. Dei 1393 arrivati a marzo di quest'anno, 368 sono stati rintracciati sul territorio mentre 1005 sono arrivati dal mare, 900 di loro sono in Sicilia e 58 sono arrivati in Toscana.
- Mohamed
- Kamel
- Khaltoum
- MSNA
- 21247 al 31 marzo 2024
- legge Zampa 47/2017
- decreto Cutro
- tutori volontari
- 88% maschi
- 50% 17 anni
- Egitto
- Ucraina
- Tunisia
- 25% Sicilia
- Toscana 4.73%
- lavori forzati
- carcere libico
- Turchia
- Grecia
- Balcani
- HIV
- tratta esseri umani
- naufragio
Uscito sul numero 263 (Giugno 2024), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
