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RESISTENZE
Fiorisce la speranza
Aida Kapetanovic · Fuori Binario n. 263, Giugno 2024, pagina 3
!Resistenze
Rubrica: RESISTENZE | Autrice: Aida Kapetanovic, dottoranda della Scuola Normale
Firenze può essere umana. Per fermare lo scolasticidio in corso a Gaza e la complicità delle Università, gli studenti aprono alla vita Piazza San Marco. Con i primi risultati.
Lo spirito internazionale della città di Firenze, invece di essere sfruttato esclusivamente per il profitto di palazzinari e politici che la svendono al turismo di massa, si è manifestato virtuosamente nella lotta in difesa della Palestina. Dal 15 maggio studenti e studentesse, ricercatori e ricercatrici dell'Università di Firenze, dell'Istituto Europeo e della Scuola Normale Superiore (sede di Firenze) sono accampati in Piazza San Marco, sotto il Rettorato, per chiedere alle istituzioni accademiche una presa di posizione esplicita ed immediata contro il genocidio del popolo palestinese e l'invasione di Rafah. Insieme ai Giovani Palestinesi, ci siamo uniti alle mobilitazioni che a partire dai campus statunitensi si sono diffuse in diverse parti del mondo, coinvolgendo anche le università italiane tra cui Palermo, Bologna, Torino, Milano, Pavia, Pisa, Siena.
A Firenze, la partecipazione di studenti provenienti da diverse parti del mondo esprime in maniera concreta la portata globale della mobilitazione. Oltre ad una presa di posizione delle nostre Università, chiediamo che venga reciso ogni accordo sia con le aziende che armano il genocidio sia con le università israeliane; chiediamo inoltre che venga offerta assistenza e supporto concreto alle comunità accademiche palestinesi affinché sia garantita la loro libertà di pensiero e il fondamentale diritto allo studio.
Inoltre, rimandiamo al mittente le accuse di antisemitismo, già prontamente espresse dal presidente dell'associazione Fiorentina Amici di Israele. Condanniamo ogni tentativo di sovrapporre l'antisemitismo con l'antisionismo per delegittimare e censurare chi protesta contro i crimini perpetuati dal governo israeliano. Rispondiamo esprimendoci con la parole del nostro collega ebreo americano presente con noi in piazza a protestare: "Il sionismo non riguarda la protezione del popolo ebraico, è un progetto fascista e coloniale, che ferisce il popolo ebraico e porta in maniera assurda gli ebrei come me ad essere accusati di antisemitismo. Questo conflitto non è tra ebrei e palestinesi, è tra fascisti e noi antifascisti. L'antisionismo non è antisemitismo."
Fin da subito oltre sessanta tende hanno costituito il presidio, e la partecipazione è continuata a crescere nei giorni successivi. Il sostegno all'accampamento ha coinvolto tutta la città e ha coinvolto i lavoratori dell'Università di Firenze e i professori. Ogni giorno organizziamo eventi e discussioni che favoriscono la formazione collettiva. Sul piano istituzionale la direttrice dell'Istituto Europeo ha avviato un dialogo, mentre alla Scuola Normale questo processo era già in corso e si sta lavorando per renderlo efficace e trasparente. Dopo sei giorni di presidio anche il Senato Accademico dell'Università di Firenze ha approvato una mozione in cui la rettrice si impegna a prendere una posizione pubblica di condanna di Israele e portare questa posizione alla Conferenza dei Rettori Universitari (Crui). Abbiamo ottenuto anche una raccomandazione vincolante per la costituzione di una commissione di valutazione e inserito un punto sui criteri per la valutazione nel codice etico alla quale potranno partecipare anche gli studenti. Una prima piccola vittoria, che rafforza la mobilitazione ma non la ferma. La lotta continua finché gli accordi non sono recisi. Perché di fronte a quasi cinquantamila vittime palestinesi, a centinaia di migliaia di profughi, di fronte ad uno scolasticidio che ha portato alla distruzione di tutte le Università di Gaza e dell'80% delle scuole, consideriamo inaccettabile che le nostre ricerche, conoscenze e tecnologie vengano utilizzate per alimentare la guerra.
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Uscito sul numero 263 (Giugno 2024), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
