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Archivio › Fuori Binario n. 263 · Giugno 2024 › pagina 6

CITTÀ

Benvenuti nel ghetto

Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 263, Giugno 2024, pagina 6

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Rubrica: CITTÀ | Autore: Francesco Martinelli

Incontri con il popolo invisibile dei sottopassi fiorentini

Nell'ultimo numero di Fuori Binario abbiamo iniziato una serie di articoli che comporranno un'inchiesta, che vogliamo portare avanti caparbi. L'idea è quella di girare i sottopassaggi di Firenze e verificare cosa succede in questi micromondi che fanno parte della città, ma allo stesso tempo ne sono separati, come ghetti.

Non c'è periferia senza sotto o sovrappasso. Sono il ponte levatoio del castello medievale, la chiave per entrare in un mondo parallelo, la liana che ti permette di attraversare il fossato. Senza scherzi: se un sottopasso è allagato non arrivi a casa, se un sovrapassaggio è chiuso devi fare due chilometri per aggirare l'ostacolo. L'ostacolo spesso è la ferrovia o un viale, per quanto riguarda Firenze.

Sottigliezze per molti, ma per chi ci vive può diventare un vero incubo perché costringe chi ci abita a percorrere un labirinto inutile e scomodo. L'ultimo giornale, parlando delle Cure, ha raccontato una storia quasi a lieto fine. Voglia la sorte poter fare tanti articoli di questo tipo.

Oggi invece vorrei parlare di una situazione che per il momento non ha sbocchi. Osservate la foto. Un uomo che riposa sotto una scritta di benvenuto nel quartiere. Proprio lì dorme una persona che non sente e non parla, in un giaciglio di fortuna che si è costruito.

Come ti comporteresti tu in questa situazione? Lasci cibo ed acqua e poi? Fa impazzire il cercare la comunicazione con una persona che non riesce ad ascoltarti. Gli ho fatto buh! Ho battuto le mani e mi sono sentito ridicolo mentre cercavo di dirgli che avevo da lasciare un sacchetto con cose da mangiare e lui non mi rispondeva. Per assurdo mi sono quasi incazzato, ma sapete che anche io sono umano. Tralasciando il tutto però ho pensato che forse, sapendo leggere l'inglese, questa persona ha interpretato la scritta "Welcome to Rifredi" come un invito a rimanere. In fondo non sarebbe una cattiva idea quella di lasciare segnali che diano indicazioni a chi è al momento disorientato. Facciamone di più, rendiamoci visibili, in tutti i sensi e con tutti i sensi!

Le periferie fiorentine sono lasciate a se stesse da parte delle istituzioni. Vi racconto un aneddoto: tempo fa il quartiere costruì una panchina e una tettoia alla fermata del bus in via Sestese. La risposta dell'azienda degli autobus fu spostare la fermata. Questo atteggiamento lasciò tuttx sbigottitx e depressx. La voglia di fare per fortuna non si è spenta e si è creato anche un comitato di quartiere indipendente, ma lo sconforto rimane. Eppure la panchina è concreta, ci si può sedere senza orecchie e senza lingua, senza sapere l'italiano o le leggi del bel paese.

Mentre vengono falciate piazze per fare spazio a tramvie e nuovi alberghi, noi che siamo a qualche chilometro dal centro città ci sentiamo sempre più esclusi.

Pagina 6 del numero 263 Uscito sul numero 263 (Giugno 2024), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero