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Archivio › Fuori Binario n. 262 · Maggio 2024 › pagina 10

CONVIVENZE

Due lettere in difesa della Palestina, contro ogni censura

Piero Caramelli, Niccolò Rinaldi · Fuori Binario n. 262, Maggio 2024, pagina 10

!Convivenze

Sezione: CONVIVENZE

Cara assessora Funaro

di Piero Caramelli, Assopace Palestina

Sono un referente dell'Associazione Assopace Palestina. Nel 2022 facemmo apporre alle pensiline degli autobus, naturalmente sostenendo una spesa, manifesti nei quali veniva riportato il rapporto di Amnesty International, in cui si denunciava l'apartheid del governo di Israele. Ci arrivò la condanna dell'ineffabile consigliere leghista Emanuele Cocollini, ma anche del Pd e della Comunità Ebraica, da sempre appiattita sul sostegno tout court a Israele. Ed ecco che entra in gioco Lei, assessora Funaro, pronta a condannare i manifesti perché "non possiamo accettare messaggi di divisione tra i popoli".

Con quale animo si è arrogata il diritto di condannare un rapporto di Amnesty International, negando una realtà riconosciuta dalle Nazioni Unite e dalla Corte Internazionale di Giustizia? Ci si sarebbe aspettato che persone intellettualmente oneste e informate sui fatti si schierassero dalla parte degli oppressi, invece che con lo stato coloniale e razzista di Israele, come ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterrez. Israele, che proprio in questi giorni a Gaza sta mostrando il suo vero obiettivo: portare a compimento quella pulizia etnica iniziata con la Nakba e l'autoproclamazione dello Stato di Israele per diritto divino nel 1948, pulizia etnica che è frutto dell'ideologia sionista, nata agli inizi del secolo scorso e che oggi viene attuata a Gaza con la carneficina genocida di bambini e palestinesi innocenti.

Assessora Funaro, la divisione fra i popoli si concretizza quando ci si schiera dalla parte degli oppressori, non quando si racconta la verità.

Cara redazione

di Niccolò Rinaldi

Vorrei raccontare la storia di due gemellini di quattro mesi, nati a Gaza all'inizio della guerra, uccisi mentre dormivano, insieme ad altri dodici familiari: 14 sacchetti di plastica neri. Altro non hanno conosciuto, nella loro brevissima esistenza, che la guerra. Ma vorrei parlare soprattutto di come questa atrocità viene raccontata da Repubblica, in una specie di lezione di giornalismo al contrario: non si scrive che sono stati colpiti da una bomba israeliana lanciata su un obiettivo civile, ma "durante uno degli ultimi raid notturni di Israele su Rafah" - pare quasi una fatalità, un colpo di sfortuna; non si scrive che sono le ultime delle oltre 30.000 vittime uccise da Israele, a seguito del crimine di Hamas contro 1.300 civili israeliani, ma si parla bensì di "una delle innumerevoli cronache di orrore cominciate con l'attacco di Hamas".

Io penso che Hamas sia una banda di integralisti molto abili, che espone deliberatamente la popolazione palestinese. Ma questo articolista pare ignorare la causa e l'effetto di questo eccidio, proprio non ce la fa a scrivere che questi gemellini sono stati uccisi "da" Israele. Con questo modo di fare informazione, non ci si rende conto di quanto cresca, soprattutto nei nostri giovani, l'indignazione per i silenzi, i doppi standard, la credibilità dell'informazione, le nostre cadute morali.

Pagina 10 del numero 262 Uscito sul numero 262 (Maggio 2024), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero