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FEMMINISMI
Desinenze di genere
Marta Benettin · Fuori Binario n. 259, Febbraio 2024, pagina 10
!Lavoro
Rubrica: FEMMINISMI | Autore: Marta Benettin
Lo confesso, faccio parte di quelle persone a cui, quando trovano scritto il/la bambino/a, l* bambin*, l@ bambin@ o ә bambinә, viene l'orticaria. Ora che ho confessato la mia debolezza, aggiungo un "però". Però rivendico il diritto di provare a trovare una soluzione al problema, molto complesso, della questione femminile nella lingua italiana. Perché, a differenza di molti di quelli a cui viene l'orticaria, credo che il femminismo passi anche attraverso la lingua.
Le parole sono importanti: il pensiero si esprime attraverso le parole e le parole modellano il pensiero. L'enorme problema linguistico dell'italiano è che i sostantivi, gli aggettivi, gli articoli e i participi hanno un maschile e un femminile. E al plurale il maschile è sovraesteso, ovvero predominante: in un gruppo con 9 donne e un uomo, si parla comunque al maschile.
Non credo che al momento le soluzioni trovate, con *, ə o @, possano funzionare. Forse nella saggistica, ma non riesco a pensare a un testo poetico scritto in questo modo.
Questo non significa però gettare la spugna o denigrare chi prova a trovare una soluzione. Dobbiamo andare avanti per tentativi. Valeria della Valle, prima donna oggi a guidare il dizionario Treccani, ha curato l'edizione 2022, con Giuseppe Patota, mettendo tutti gli aggettivi e sostantivi prima al femminile e poi al maschile. Un piccolo gesto ma emblematico.
Call to action: senza eliminarlo, possiamo tutti imparare ad usare meno il maschile sovraesteso, sdoppiando qualche volta i sostantivi (i candidati e le candidate), riformulando (chi si candida), ecc. Possiamo contribuire a trovare la soluzione migliore!
- linguaggio inclusivo
- genere
- femminismo
- lingua italiana
- maschile sovraesteso
- schwa
- Treccani
- dizionario
Uscito sul numero 259 (Febbraio 2024), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
