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RESISTENZE

Stop genocidio, fai la tua parte al supermercato

La Freccia di Robin · Fuori Binario n. 257, Dicembre 2023, pagina 3

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Rubrica: RESISTENZE | Autore: La Freccia di Robin

Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni: le parole chiave della campagna BDS.

Il movimento Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) è la risposta pacifica contro la politica di apartheid e l'occupazione israeliana, nata nel 2005 su iniziativa di 170 gruppi della società civile palestinese che comprendeva sindacati palestinesi, reti di rifugiati, organizzazioni femminili, associazioni professionali e comitati di resistenza popolare.

Prende ispirazione dal movimento anti-apartheid sudafricano e, attraverso una lotta nonviolenta che vuole colpire l'economia del colonizzatore, si prefigge tre obiettivi principali: porre termine all'occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellare il Muro; riconoscere i diritti fondamentali dei palestinesi cittadini di Israele per una piena uguaglianza; rispettare, proteggere e promuovere i diritti dei profughi palestinesi al ritorno nelle loro case e nelle loro proprietà.

Per Israele il BDS è una spina nel fianco non da poco, tanto che nel 2015 è stato dichiarato "minaccia strategica" e dal 2017 è stato vietato l'ingresso in Israele e nei Territori palestinesi occupati a chiunque sostenga o lavori per il boicottaggio.

Anche in Europa non sono mancati tentativi di criminalizzare il movimento: due casi importanti riguardano la Germania e la Francia che hanno condannato gli attivisti che sostenevano pubblicamente le attività del BDS e che promuovevano il boicottaggio. Tuttavia, nel 2020 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito con una sentenza che la condanna di 11 attivisti francesi che avevano organizzato iniziative per promuovere il boicottaggio di prodotti israeliani è una violazione del diritto alla libertà d'espressione e che le azioni degli attivisti rientrano nell'ambito dell'espressione politica e sono parte di un dibattito di interesse generale.

La strategia adottata dal BDS riguarda il boicottaggio mirato, si concentra su una cerchia di prodotti e aziende che supportano e traggono profitto dall'occupazione e ha il fine di rendere non più sostenibile economicamente il genocidio in corso e contribuire a fermarlo. Per la lista dei prodotti e delle aziende a cui viene data una massima priorità nella campagna di boicottaggio si rimanda al sito bdsmovement.net. Vi troviamo ad esempio McDonald's, Burger King, Pizza Hut, Puma, Hewlett Packard, Siemens, SodaStream...

Il web e i social sono importanti alleati per la campagna di boicottaggio, terreni dove gli utenti trasformano il proprio senso di impotenza di fronte a un massacro di civili palestinesi (il 40% sono bambini), che va avanti da più di un mese, in azioni concrete di supporto e sensibilizzazione che hanno un impatto tale da travalicare confini, differenze culturali e barriere linguistiche. "Possiamo mettere da parte i nostri lussi giornalieri per non supportare un genocidio – dice la content creator Ariana Jasmine Afshar in un suo video diventato virale – Mentre il nostro drink da Starbucks può essere sostituito, la gente di Gaza, in particolare i bambini di Gaza, non hanno scelta, sono costretti a subire tutto questo".

Pagina 3 del numero 257 Uscito sul numero 257 (Dicembre 2023), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero