Archivio › Fuori Binario n. 255 · Ottobre 2023 › pagina 5
ATTUALITÀ
Ti sgombero quindi sono
Next Emerson · Fuori Binario n. 255, Ottobre 2023, pagina 5
!Attualità
Rubrica: ATTUALITA' | Autore: Next Emerson
Tolleranza zero sulle occupazioni per dimostrare che la destra c'è e governa. E i problemi veri? Non una parola su carovita, lavoro povero e affitti impazziti
Il 10 agosto il ministro degli interni Piantedosi ha indirizzato ai prefetti una direttiva sul contrasto alle occupazioni abusive di immobili. Oltre che un indirizzo pratico appare come una grossolana giustificazione ideologica. Con lessico squisitamente burocratese, misto a venature aziendaliste, come in voga nella PA contemporanea, si colloca a metà tra un indirizzo criminologico particolarmente reazionario (la teoria delle finestre rotte) e una difesa incondizionata della proprietà privata, principale garante di un giusto ordine sociale. Entrambe sono piuttosto evidenti nel testo e per nulla mascherate, espresse con un lessico teso a rendere oggettive, ovvie e non contestabili quelle che sono le teorie discutibili e le opinioni, politicamente molto orientate, di una classe dirigente.
Nel testo si esplicita: "Le occupazioni arbitrarie di immobili, infatti, al di là del disvalore insito nella diretta lesione del diritto di proprietà, concorrono inevitabilmente a generare degrado urbano e ad alimentare la percezione di insicurezza nei cittadini". L'avverbio "inevitabilmente" non appartiene al lessico burocratico. Degrado urbano e percezione di insicurezza sono concetti ripresi paro paro dalla "teoria delle finestre rotte", molto in voga negli anni '90 del secolo scorso e ispiratrice delle politiche di "tolleranza zero". L'idea di base è che la criminalità violenta si contrasti in quanto "degrado urbano", idea che si basa solo e soltanto sull'ineffabile "percezione" dell'insicurezza. Ineffabile perché una percezione è qualcosa di strettamente legato a uno stato d'animo e largamente soggettiva.
L'esperimento più noto di applicazione di questa linea è quello della città di New York negli anni Novanta, ad opera dell'allora sindaco Rudolph Giuliani. Essendo trascorsi 30 anni i risultati di queste politiche appartengono ormai all'ambito degli studi sociologici: il tasso di criminalità a New York calò, così come calò in altre città americane, dove le strategie di tolleranza zero generarono invece diffidenza e non furono mai adottate. In compenso salirono in maniera rilevante le richieste di risarcimento per perquisizioni violente da parte della polizia, che di fatto raddoppiarono, così come crebbe, di circa un terzo, il numero di civili uccisi in operazioni di polizia. La sola città di New York pagò 24 milioni di dollari di risarcimenti in cause civili, legate agli abusi delle forze dell'ordine. La direttiva resuscita questo filone ideologico e inquadra le occupazioni, abitative e non, all'interno di categorie criminologiche. Il ministero così sollecita le amministrazioni a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: sgomberare qualche stabile, compiere qualche operazione di polizia, far vedere che qualcosa si muove e che la destra al governo c'è e fa cose. Non si tratta di risolvere i problemi veramente, ma piuttosto di fare qualcosa di correlato, ma più facile. Non affrontare il problema abitativo, che significherebbe affrontare il problema del reddito e del lavoro, ma più semplicemente compiere qualche operazione che conquisti i media. La direttiva diviene così utile supporto alle prossime campagne elettorali per le amministrative.
A Firenze in particolare si mette in difficoltà la giunta Nardella, scavalcandola. Si interviene da Roma, dove Donzelli (politico ben noto nella destra fiorentina) è il numero due del Copasir, per anticipare il Pd e mostrargli che Firenze è già governata dalla destra.
Alla giunta non rimane che tentare di surfare l'onda, mostrandosi concorde e collaborativa. Nello specifico di Firenze il testo giunge alla prefettura in un periodo particolare, dopo la vicenda dell'ex hotel Astor e diversi sgomberi. La serie si conclude con due stabili in zona Ponte di Mezzo, ovvero lo studentato autogestito e la nuova occupazione dell'ex "viale corsica 81". I recenti fatti di cronaca legati alla scomparsa di Kata, sembrano aver creato un contesto per un più generale intervento. La procura nel disporre i sequestri preventivi si è mossa con l'intento di confondere e le testate giornalistiche hanno amplificato questo disordine informativo. Gli interventi sugli immobili occupati sono inseriti nel quadro della direttiva, ma sono stati decisi sicuramente prima. In un articolo sulla Nazione si apprende infatti dall'avvocato della proprietà che il sequestro dell'immobile in via Ponte di Mezzo 32 era stato firmato il 28 novembre 2022. L'esposizione alla stampa lasciava invece intendere che lo sgombero delle occupazioni a Ponte di Mezzo fosse determinato dalla stessa indagine legata alla sparizione di Kata, il che non è possibile: questa avviene a maggio del 2023, quindi sei mesi dopo la firma del sequestro.
Il contesto investigativo che ha determinato i differenti sgomberi non è chiaro, ma come sempre si è preferito cavalcare l'onda emotiva della percezione dell'insicurezza e recitare il mantra del sacro rispetto della proprietà privata.
Per denunciare la deriva securitaria in corso e "lo sgombero di studenti e spazi di aggregazione, la riduzione delle borse di studio, la repressione delle lotte a colpi di manganello", lo Studentato Autogestito "PDM 27" ha attacchinato dei manifesti con le foto segnaletiche di alcuni dei protagonisti istituzionali tra cui il sindaco Dario Nardella e la rettrice Alessandra Petrucci.
- sgomberi
- occupazioni
- sicurezza
- proprietà privata
- tolleranza zero
- finestre rotte
- Piantedosi
- destra
- politica abitativa
- Firenze
- New York
- repressione
Uscito sul numero 255 (Ottobre 2023), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
