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ATTUALITÀ

Se sei povero è colpa tua

Francesco Cuccuini · Fuori Binario n. 254, Settembre 2023, pagina 10

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Rubrica: Attualità | Autore: Francesco Cuccuini

"La meritocrazia è legittimazione etica della diseguaglianza": così anche il papa smaschera l'alibi elegante del capitalismo

"La meritocrazia affascina molto perché usa una parola bella: il 'merito'; ma siccome la strumentalizza e la usa in modo ideologico, la snatura e perverte. La meritocrazia, al di là della buona fede dei tanti che la invocano, sta diventando una legittimazione etica della diseguaglianza."

Così parlò Papa Francesco ai lavoratori di Genova, durante la visita pastorale del maggio 2017. Parole che smascherano l'alibi elegante del capitalismo contemporaneo: la meritocrazia come giustificazione morale delle disuguaglianze.

"Il nuovo capitalismo tramite la meritocrazia dà una veste morale alla diseguaglianza, perché interpreta i talenti delle persone non come un dono." Il meccanismo è semplice e spietato: se il merito è l'unico criterio, allora chi non ce la fa è colpevole della propria condizione. "Il povero è considerato un demeritevole e quindi un colpevole. E se la povertà è colpa del povero, i ricchi sono esonerati dal fare qualcosa."

Il Papa invoca la parabola del figliol prodigo, e la figura del fratello maggiore che disprezza il minore. Quel fratello maggiore che si ritiene meritevole e guarda con disprezzo chi ha fallito, chi ha sbagliato, chi non ce l'ha fatta. È la stessa logica che permea il discorso pubblico sulla povertà: i poveri sono colpevoli, i ricchi sono virtuosi.

Francesco collega il suo discorso a Don Milani, nel centenario della sua nascita: "Non c'è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra diversi." Trattare tutti allo stesso modo, in una società profondamente diseguale, significa perpetuare e legittimare la diseguaglianza. L'uguaglianza formale diventa lo strumento più raffinato dell'ingiustizia sostanziale.

La meritocrazia, in questo senso, non è il contrario del privilegio: ne è la maschera più sofisticata. Perché nasconde dietro il linguaggio del merito individuale le strutture collettive della diseguaglianza, e trasforma un problema politico in una colpa personale.

Pagina 10 del numero 254 Uscito sul numero 254 (Settembre 2023), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero