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RESTIAMO ANIMALI
La rivoluzione di Gorgona
Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 250, Aprile 2023, pagina 7
!Restiamo Animali
Rubrica: Restiamo Animali | Autore: Lorenzo Guadagnucci
Tre anni fa -- era il gennaio 2020 -- all'isola di Gorgona cominciava una piccola-grande rivoluzione: la chiusura definitiva dell'impianto di macellazione e lavorazione della carne e del latte. Fin lì, l'isola-carcere dell'arcipelago toscano aveva considerato l'allevamento di animali e la successiva macellazione un'attività coerente con le finalità della detenzione, che deve tendere, a norma di Costituzione (art. 27), "alla rieducazione del condannato". "Rieducare" persone incarcerate per gravi reati attraverso la violenza praticata su individui inermi? Quando si posero questa domanda, il veterinario dell'isola, Marco Verdone, e il direttore del carcere Carlo Mazzerbo, si risposero passando all'azione: prima firmando dei "decreti di grazia" per alcuni animali, poi scrivendo una Carta dei diritti degli animali dell'isola di Gorgona, infine avviando un lungo e vincente percorso di superamento dell'allevamento, coinvolgendo detenuti, associazioni, istituzioni.
Oggi a Gorgona vivono ancora molti animali, ma nessuno di loro è destinato a morte violenta: in gran parte sono in corso di trasferimento altrove grazie a un accordo con l'associazione animalista LAV, altri rimarranno nell'isola accuditi (a pagamento) dagli stessi detenuti, in una relazione di cura questa sì educativa. L'ultimo atto è dei giorni scorsi: LAV ha smantellato i macchinari del macello e li ha portati nel suo Centro di recupero di Semproniano, in Maremma: saranno esposti come monito contro gli abusi sugli animali e come simbolo di un percorso di libertà senza confini di specie.
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Uscito sul numero 250 (Aprile 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
