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FUORI SCAFFALE
Raccontare la fabbrica
Giuliana Mesina · Fuori Binario n. 250, Aprile 2023, pagina 7
!Fuori Scaffale
Rubrica: Fuori Scaffale | Autore: Giuliana Mesina
Si sente spesso parlare di letteratura working class, definizione di una narrativa che racconta il lavoro dal suo interno: scrittori proletari che sono anche operai, fattorini, rider, camerieri, precari in vari settori.
Si è svolto di recente anche un bel festival su questo tema, ospitato alla GKN, fabbrica-simbolo di una lotta che ha travalicato i suoi stessi cancelli.
Ponthus, in questa sua unica opera (è scomparso nel 2021, due anni dopo averla pubblicata) trova un registro originale e icastico per raccontare il lavoro da dentro la Fabbrica, luogo totalizzante e spersonalizzante: non bulloni ma interiora (siamo nell'industria alimentare bretone: mattatoi e lavorazione del pesce), non le novecentesche maestranze ma gli attuali interinali.
A tratti commovente, per la stanchezza che ammanta ogni pensiero, anche nei giorni di riposo, per la sensazione di precarietà e la voglia pervicace di cogliere ogni spazio di piccola luce: il cane che lo aspetta alla fine del turno di notte, l'amata moglie che dorme, la timida solidarietà fra operai che festeggiano con le caramelle.
C'è una valenza politica oltre che letteraria, e c'è un'antica riflessione sul ruolo dell'intellettuale nel sistema di produzione capitalista che in letteratura risale a cento anni fa, quando Simone Weil abbandonò la filosofia per vivere direttamente la vita di fabbrica.
Cambiano i linguaggi, i contesti e i mezzi di produzione, ma la classe operaia (e proletaria) esiste ancora.
Joseph Ponthus, Alla linea, Bompiani 2019
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Uscito sul numero 250 (Aprile 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
