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ATTUALITÀ
Controinformare sul web
Kino · Fuori Binario n. 249, Marzo 2023, pagina 9
Internet e i social network sono ormai i media imperanti: ma come si passa dalla stampa militante al blog, dal volantino al post, dal comunicato al tweet?
Durante il lungo ciclo della stagione dei movimenti degli anni Sessanta e Settanta, la controinformazione è stata una componente significativa, assumendo una funzione decisiva in diverse situazioni (la strage di Piazza Fontana, la strategia della tensione, il ruolo dei servizi segreti, la repressione). Pio Baldelli scrisse all'epoca un libro che ebbe una grande diffusione: "Informazione e controinformazione". In quel testo l'autore sosteneva che la controinformazione ha senso ed esiste in presenza di forti movimenti sociali, in quanto agisce come sostegno informativo al conflitto sociale. In effetti in quegli anni fu così.
Una prima questione su cui interrogarsi riguarda quindi il ruolo della controinformazione in presenza di una debolezza e una frammentazione dell'azione collettiva. La nostra convinzione è che oggi, ancora di più che in passato, una informazione antagonista sia un ingrediente necessario per sviluppare la consapevolezza dei danni, dell'ingiustizia, dell'irrazionalità causate dal sistema e dai rapporti sociali oggi dominanti. Questa coscienza può essere considerata la spinta iniziale per un impegno politico-sociale adeguato al tempo di oggi.
Nella realtà odierna si pongono complesse questioni e interrogativi specifici che nascono dalla velocità e invasività delle tecnologie e dei nuovi mezzi di creazione e diffusione dell'informazione: Internet in generale e i social network in particolare. La controinformazione deve misurarsi e accettare questo terreno di scontro per occupare uno spazio che raggiunga destinatari più estesi del limitato mondo degli attivisti.
Il nostro progetto politico-editoriale - Lotta Continua - è nato con la convinzione che il supporto materiale della circolazione dell'informazione (il giornale) sia ancora oggi il mezzo migliore per costruire rapporti concreti e diretti con i soggetti di riferimento.
Estendendo l'intervento di controinformazione al mondo dei social (Facebook) ci siamo trovati di fronte ad una realtà che richiede conoscenze e competenze nuove. Accenniamo ad alcune problematiche: veloce decadenza delle informazioni (un problema generale, ma meno assillante nel giornale cartaceo); l'influenza dell'emotività nel rapporto con il messaggio e il minor valore dell'argomentazione razionale; la necessaria brevità dell'informazione (se aspira a essere letta) che deve rimandare quindi ad un approfondimento sul blog o sul sito.
Un ulteriore ostacolo di non facile soluzione riguarda il deterioramento che ha subito il concetto stesso di "controinformazione", che spesso viene associata alla disinformazione, alla produzione di "fake".
Auspichiamo di poter approfondire queste tematiche, e ancor di più che si possano creare delle reti fra collettivi e soggetti che mettano in comune contenuti e metodi per far crescere la controinformazione.
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Uscito sul numero 249 (Marzo 2023), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
