Archivio › Fuori Binario n. 249 · Marzo 2023 › pagina 6
ATTUALITÀ
I colori di Piazza Tasso
Un progetto collettivo di più realtà del territorio ha coinvolto grandi e piccini e San Frediano si riappropria così di uno spazio fondamentale per il quartiere.
Fabio Olmastroni · Fuori Binario n. 249, Marzo 2023, pagina 6
Mai come ora, nello strascico di una pandemia ed in un tempo scosso dai cambiamenti climatici, si avverte la necessità di riconnetterci all'ambiente intorno a noi, fatto di persone e di natura. Ci siamo quindi interrogati su come aver cura della natura e contemporaneamente curare le ferite causate dal periodo straordinario che abbiamo vissuto. Così abbiamo elaborato un progetto imperniato su arte e cura del verde, con delle tecniche di arteterapia e di ortoterapia.
La scelta è ricaduta su Piazza Tasso, una piazza vissuta, complessa e con un verde pubblico in declino. Abbiamo sentito il bisogno di renderla una piazza frequentabile da tutte le fasce d'età e sociali, vista la sua centralità in un quartiere, San Frediano, dove la vita e l'impegno sociale sono ancora vivi. Un quartiere ancora "dei fiorentini", non troppo snaturato dal turismo mordi e fuggi.
Il progetto, condotto da APS PROGRESS, ANPI - Sezione Oltrarno e Periferie al Centro e finanziato dalla Fondazione CR Firenze tramite il bando Paesaggi Comuni, ha coinvolto volontari delle 3 associazioni, giovani in carico ai servizi sociali, ospiti dell'Istituto Penale Minorile di Firenze e bambine, bambini e abitanti del Quartiere.
L'area giochi, che ospita i conosciuti divertimenti, ha anche un'attrattiva insolita che pare essere presente da almeno quarant'anni: un manufatto in cemento, lungo circa 15 metri dall'andamento sinuoso.
L'onda di cemento
Dopo un'approfondita pulitura e rimozione delle sostanze organiche, Elisa Bestetti e Debora Ballario (illustratrice che ha progettato il bozzetto) hanno disegnato e colorato "l'onda di cemento" coinvolgendo anche volontari e bambini desiderosi di lasciare il loro segno. L'onda di cemento si è così riempita di soggetti cari ai bambini adattati allo spazio, in particolare ai tre buchi nel manufatto: un trenino che entra in galleria, una bambola e un orsacchiotto appoggiati a un hula hoop, una barchetta di carta che entra in una grotta, un pesce dalle grandi fauci, dei coniglietti che proteggono l'entrata di un castello di sabbia.
La progettazione della decorazione è nata dalla fusione di temi imperanti in Piazza Tasso: l'area giochi popolata quotidianamente dai bambini e la morte del piccolo Ivo Poli, 8 anni, ucciso durante l'eccidio fascista del 17 luglio 1944. E così i tanti simboli di divertimento disegnati si sono riempiti di quei papaveri a noi tanto cari perché simbolo della Resistenza. Nel lasciare il nostro disegno pieno di colore, lasciamo anche il nostro auspicio: che l'innocenza dei bambini possa sempre essere protetta dalle dinamiche di scontro del mondo adulto, sotto l'ombra di un bel fior...
Con le risorse avanzate a fine progetto, si è deciso poi di aumentare i giochi disponibili nell'area. In particolare si è acquistata ed installata una nuova altalena per bimbi grandi, con una seduta dedicata a bambine e bambini con disabilità.
L'intervento ha previsto infine la sistemazione dell'area dedicata al monumento in memoria dell'eccidio del 1944. L'aiuola era riempita da numerosi giaggioli invecchiati, un paio di rose e tre tigli. Il progetto ha previsto innanzitutto il diradamento dei giaggioli, il riutilizzo dei rizomi derivanti e l'inserimento di nuove piante. Oltre al recupero dei giaggioli sono state individuate altre specie vegetali "simbolo" da inserire su tutta la superficie dell'aiuola, in modo che ogni punto di vista riconduca al monumento e alla memoria che esso rappresenta. Le specie individuate sono di tipo arbustivo ed erbaceo, tutte di facile coltivazione e soprattutto bassa manutenzione e scarsa richiesta idrica: corbezzolo, papavero, anemone, gelsomino e Callistemon.
- rigenerazione urbana
- arteterapia
- ortoterapia
- verde pubblico
- quartiere
- memoria
- resistenza
- volontariato
- bambini
Uscito sul numero 249 (Marzo 2023), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
