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Archivio › Fuori Binario n. 247 · Gennaio 2023 › pagina 4

DIRITTI

Israele, è apartheid

Lo afferma l'ultimo rapporto di Amnesty International. Mentre l'Italia vende sempre più armi allo Stato ebraico.

Pierluigi Caramelli · Fuori Binario n. 247, Gennaio 2023, pagina 4

Dall'operazione dell'esercito israeliano "Break the Wave" alle incursioni dei coloni israeliani fino agli attentati di Gerusalemme. La tensione fra Palestina e Israele continua a crescere. La violenza dei coloni nei confronti della popolazione palestinese è diventata ormai parte integrante della vita quotidiana degli abitanti della Cisgiordania. Dal 2020 ad oggi si sono verificati 306 episodi di violenza che hanno coinvolto le proprietà palestinesi, 290 casi di danni a beni agricoli e 226 casi di assalti fisici, stando a quanto riferito da B'Tselem, centro di informazione israeliano per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.

A 75 anni dall'adozione della Risoluzione Onu 181 che stabiliva la creazione di uno stato ebraico e di uno arabo, in Cisgiordania gli abitanti devono convivere ogni giorno con un'occupazione militare che complica ogni aspetto della vita quotidiana. Intanto, nella Striscia di Gaza, la situazione è sempre più drammatica. Secondo Oxfam Italia il 90% dell'acqua pubblica è contaminato o non potabile. L'unica acqua utilizzabile è quella imbottigliata e venduta da privati a prezzi esorbitanti, con oltre il 60% delle famiglie al di sotto della soglia di povertà.

Il controllo del territorio e della libertà di movimento è una delle caratteristiche principali di quello che Amnesty International ha classificato come regime di apartheid, imposto dallo stato di Israele alla popolazione palestinese: "Frammentazione territoriale, segregazione e controllo, espropriazione dei terreni e delle proprietà dei palestinesi e negazione dei diritti economici, sociali e civili", secondo Amnesty sono i fattori alla base del "sistema di oppressione e dominio sui palestinesi".

"Apartheid" è un termine che storicamente fa riferimento alle politiche di discriminazione razziale applicate dalla minoranza bianca nella Repubblica del Sudafrica dal 1948 al 1991. "Israele deve smantellare questo sistema crudele e la comunità internazionale deve esercitare pressioni affinché ciò avvenga", si legge nelle conclusioni dell'ultimo rapporto di Amnesty. "L'apartheid di Israele contro i palestinesi: sistema crudele di dominio e crimine contro l'umanità". Per Miko Peled, scrittore e storico ebreo israeliano "il continuo espandersi degli insediamenti, le distruzioni delle case e delle proprietà, le violenze e le uccisioni che hanno l'evidente scopo di scacciare la popolazione palestinese dalle proprie case e dalla propria terra, può far prefigurare il crimine di genocidio".

E l'Italia, che parte ha nella annosa vicenda israelo-palestinese? Nel corso degli anni il valore delle esportazioni di armi italiane verso Israele è esploso. Tanto che i piloti che hanno bombardato recentemente Gaza si sono esercitati su aerei e simulatori made in Italy. Armi automatiche, bombe, razzi e missili, veicoli terrestri, aeromobili e poi ancora munizioni, strumenti per la direzione del tiro, apparecchi specializzati per l'addestramento e la simulazione di scenari militari. C'è un ampio campionario dell'arsenale bellico negli oltre 90 milioni di euro di forniture di sistemi militari dall'Italia a Israele negli ultimi 6 anni (2015-2020). Sono tutti armamenti prodotti da una delle aziende del gruppo a controllo statale Leonardo (ex Finmeccanica) che fa la parte del leone nell'export di sistemi militari allo stato di Israele.

Pagina 4 del numero 247 Uscito sul numero 247 (Gennaio 2023), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero