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Archivio › Fuori Binario n. 247 · Gennaio 2023 › pagina 4

DIRITTI

La Svezia e il \"ricatto\" turco

L'estradizione dei curdi "terroristi" in cambio del Sì all'ingresso nella Nato: ma questo indegno scambio c'è stato davvero o è solo propaganda di Erdogan?

Alessandro Simoni · Fuori Binario n. 247, Gennaio 2023, pagina 4

Carlo XII, il sovrano che portò la Svezia all'apice della sua potenza, dopo la sconfitta contro i russi a Poltava nel 1709 fu costretto a cercare rifugio nell'impero ottomano, trattenendosi per anni a Varnita, oggi in Transnistria, a spese del sultano Ahmed III. Si sa che alla lunga gli ospiti diventano un problema, e così fu anche per l'ascetico re guerriero. Il suo entourage accumulò debiti ingenti con i mercanti locali, e le spese del ritorno a Stoccolma furono anticipate da notabili della Sublime Porta, che attesero a lungo la restituzione.

Per quanto complessa, la geopolitica dell'epoca non era tuttavia appesantita da concetti come "stato di diritto" e "diritti umani". Viene certo facile pensare che poco è cambiato, e che negli equilibri tra nazioni conta solo la forza, e il resto è solo aggirabile apparenza. Usare sempre questa chiave di lettura rischia tuttavia di facilitare la mistificazione dei despoti. Un esempio che coinvolge le stesse antiche potenze ci è offerto da una notizia che ha suscitato allarme, ossia la consegna alla Turchia di Mahmut Tat, cittadino turco condannato a più sei anni di carcere per sostegno al PKK, che si trovava in Svezia dal 2015.

La rappresentazione della vicenda da parte dei media turchi controllati dal governo è stata univoca e martellante. La consegna rientrerebbe negli accordi conclusi dalla Svezia (e dalla Finlandia) con la Turchia per ottenere il voto favorevole all'ingresso nella NATO. Le organizzazioni curde attive in Svezia non hanno negato questo legame, in un comprensibile sforzo di solidarietà.

Al di là della propaganda turca, la vicenda è certo triste ma poco significativa sul piano politico. Ci ricorda solo che - pur se non esistono paradisi delle libertà - vi sono modelli di stato di diritto che hanno un'intrinseca solidità e un buon grado di autonomia rispetto alla politica. Vediamo perché, senza addentrarci nella valutazione dell'allargamento della NATO. Ricordiamo solo en passant che l'"operazione speciale" di Putin a nord tocca corde sensibili. La Finlandia è stata un granducato russo sino alla rivoluzione d'ottobre, e la sua aggressione da parte dell'URSS nel 1939 portò a una vasta mobilitazione popolare in Svezia.

La Turchia ha presentato alla Svezia una serie di richieste minacciose per la diaspora curda, compresa una lista di decine di persone delle quali richiede l'estradizione (impraticabile, in quanto ormai cittadini o residenti), ritenendole coinvolte in attività terroristiche. La Svezia ha diplomaticamente preso atto di queste richieste, sottolineando tuttavia come non intenda derogare ai suoi standard di stato di diritto.

Vuota retorica smentita dal rimpatrio di Mahmut Tat? No, in primo luogo per le caratteristiche di questo caso, trattandosi di una persona la cui richiesta di asilo era stata definitivamente respinta un anno fa, e il cui nome non era presente nella lista del governo turco. Pur se rare, espulsioni di questo tipo si sono già verificate nel passato. Ma soprattutto per una peculiare caratteristica dell'architettura costituzionale svedese, che fa sì che il governo non possa sostituirsi nella decisione di un caso specifico all'autorità amministrativa competente. Lo stesso meccanismo, per inciso, che impediva al governo di sostituirsi all'agenzia per la salute pubblica nella decisione se introdurre o meno restrizioni durante la pandemia. Un sistema che ha radici risalenti e che comporta l'assenza di spazi di discrezionalità politica in ambiti nei quali altrove questi sono la norma. Il governo non aveva quindi strumenti per accelerare (ma neanche ritardare) l'espulsione di Mahmut, giusta o sbagliata che fosse la decisione dell'agenzia per l'immigrazione.

Ovviamente l'uomo forte al comando a Istanbul ha solo interesse a far credere che il povero Mahmut Tat gli sia stato "regalato" con perfetto tempismo, come sarebbe stato ai tempi di Ahmed III. Ma la storia ci insegna che esiste un "eccezionalismo svedese" in termini di stato di diritto che ad alcuni potrà piacere o meno, come nel caso delle scelte sul Covid, ma è in buona misura una cosa seria.

Pagina 4 del numero 247 Uscito sul numero 247 (Gennaio 2023), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero