Archivio › Fuori Binario n. 246 · Dicembre 2022 › pagina 6
ATTUALITÀ
Infedeli a don Milani
A colloquio con Edoardo Martinelli, allievo del priore di Barbiana e autore di* Pedagogia di don Lorenzo Milani, *che sarà presto in libreria.
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 246, Dicembre 2022, pagina 6
Abbiamo incontrato Edoardo Martinelli mentre sta chiudendo la riedizione del suo testo, presto in libreria, che ha un sottotitolo impegnativo "Aderenza tra la parola e il pensiero". Ecco come ha risposto alle nostre sollecitazioni.
La riedizione di questo libro è il frutto di una reinterpretazione del pensiero pedagogico e della pratica di insegnamento che il priore aveva sviluppato alla scuola di Barbiana. Mi ricordo che prima di morire disse queste parole: "rimanere fedeli a un morto è il massimo dell'infedeltà" invitandoci in futuro a essere anche un po' infedeli per continuare il nostro percorso in maniera indipendente. Ed è stato giusto, soprattutto osservando che la società del tempo, a prevalenza contadina, è oggi molto cambiata in senso globalizzato.
Qual è il significato di conoscenza per don Milani?
Don Milani partiva dalla motivazione - interesse di tutto il gruppo classe in quel momento, e dedicava tutto il dovuto tempo alla riflessione, veicolando i contenuti che emergevano verso la realtà del tempo presente. Proseguiva in modo da far scaturire delle discussioni spontanee; credeva fortemente, come anche altri educatori del suo tempo da Piaget a Montessori, che il ragazzo in sé avesse delle risorse. Teneva sempre presente la "cultura informale" posseduta dal ragazzo, che traeva origini dalla provenienza, dalla condizione economica, dalle risorse familiari. Era un educatore che non pianificava tutto a monte ma programmava in itinere e impostava la lezione in modo dialogico rendendo l'allievo protagonista.
Puoi farci qualche esempio?
Don Milani aveva ideato la tecnica della scrittura collettiva, che io oggi definirei come la sintesi di un processo. Dopo aver letto insieme ed aver acquisito conoscenza circa l'argomento, ognuno scriveva la sua opinione circa un fatto. Rimesse insieme secondo un nesso logico comune così costruivamo le nostre regole e le nostre parole, non allineandosi od omologandosi, ma tendendo verso una verità, un'oggettività. La scrittura collettiva rappresentava una palestra di democrazia, e si diceva: "finché l'ultimo non va avanti, nessuno va avanti". Quando un ragazzo sapeva leggere e interpretare l'articolo di fondo del giornale, se sapeva cioè adattare i contenuti scolastici ai contesti di vita reale era, per così dire, "abilitato".
È ancora attuale il metodo don Milani?
Fino agli anni Novanta si parlava ancora di didattiche alternative, come quella attiva di Gianfranco Zavalloni o come quella di Mario Lodi. Oggi tutta la scuola pare ritornata a logiche gentiliane, basti pensare al neonato Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Intanto voi l'avete attualizzato con "Barbiana 2040", un progetto dedicato ai nativi digitali.
Si tratta di una rete di scuole che da qualche anno lavora e riflette analizzando la realtà del "nativo digitale". Bambini accuditi sempre più da "tate display" (computer, televisione, smartphone) arrivano all'apprendimento con prerequisiti fragili e con logiche spazio temporali differenti rispetto alle generazioni precedenti. Si abituano a una forma alienante che non insegna niente, ma che li isola e gli impedisce di riflettere. Incontrarsi insieme nelle scuole, ragionarne, è un primo passo verso la risoluzione del problema.
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Uscito sul numero 246 (Dicembre 2022), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
