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ATTUALITÀ
Frontex, vergogna europea
Emerse gravi illegalità dell'agenzia che "gestisce" le frontiere. Ma i respingimenti continuano in spregio dei diritti umani.
Luca Rondi · Fuori Binario n. 246, Dicembre 2022, pagina 6
di Luca Rondi, via Altreconomia
Frontex, l'Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea, ha coperto centinaia di respingimenti illegali ai confini esterni dell'Unione e al suo interno ha ostacolato chi voleva denunciare queste pratiche. Il rapporto dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) sull'Agenzia, che aveva portato nell'aprile 2022 alle dimissioni dell'ex direttore esecutivo Fabrice Leggeri, è stato reso pubblico a metà ottobre 2022 dal settimanale tedesco Der Spiegel, testata che con le sue inchieste aveva dato avvio proprio all'indagine dell'Olaf sull'operato di Frontex. E martedì 18 ottobre il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione (con 345 voti favorevoli, 284 contrari e otto astenuti) contro la cosiddetta "procedura di discarico" del bilancio dell'Agenzia, ovvero una valutazione ex post che ha l'obiettivo di monitorarne l'attività degli anni precedenti (in questo caso del 2020).
"Un segnale importante ma dalle conseguenze solo politiche: l'Agenzia purtroppo continuerà a fare quello che ha sempre fatto e di certo questo voto non bloccherà le sue attività - spiega Laura Salzano, dottoranda in Diritto europeo dell'immigrazione presso l'Università di Barcellona. Così Frontex continua a poter utilizzare il suo ampio budget nonostante la votazione degli eurodeputati".
Un bilancio che per il 2022 ammonta a 754 milioni di euro: un aumento di più del 100% rispetto al 2006, il primo anno di piena operatività dell'Agenzia e che continuerà a crescere fino a toccare i 5,6 miliardi di euro entro il 2027 come ricostruito anche nel libro "Respinti" pubblicato da Altreconomia. Scorrendo il report di 123 pagine dell'Olaf emergono chiaramente le lacune nei meccanismi di denuncia di situazioni di violazione dei diritti umani delle persone coinvolte nell'attività dell'Agenzia e come queste non siano emerse in precedenza per motivi politici. In altri termini le istituzioni europee hanno fatto finta di nulla perché l'obiettivo perseguito da Frontex, "chiudere" le frontiere, doveva essere raggiunto a qualsiasi costo.
L'Agenzia oggi è ancora attiva sulle frontiere dove i respingimenti sono proseguiti sistematicamente. E la scusa del "se c'è Frontex si rispettano maggiormente i diritti umani" vacilla ancora di più. Fa poi riflettere che il rapporto Olaf, chiuso nel febbraio 2022, sia rimasto per mesi inaccessibile anche agli stessi parlamentari europei e che solo la sua pubblicazione da parte di alcuni quotidiani e Ong abbia portato l'assemblea di Strasburgo a votare nuovamente il discarico sul bilancio di Frontex e a parlare apertamente di quanto successo.
Il libro: "Respinti"
I migranti forzati nel mondo sono oltre 100 milioni: sono in fuga da povertà, guerre, violenze, in cerca d'una vita migliore. L'Europa "democratica", Italia compresa, ha però chiuso occhi e frontiere, delegando ai Paesi terzi il "lavoro sporco", rinnegando i diritti umani, disseminando le rotte di ostacoli.
Che cos'ha in comune Madina, bambina afghana, con il giovane curdo Abdul o con Awira, donna siriana? Sono tutti "respinti", persone che la ricca Europa ha relegato ai margini dei propri confini e della storia. Questo libro non si limita a spiegare il significato di parole cupe, come "respingimenti", "riammissioni", "confinamenti", ma ricostruisce con pazienza - dati alla mano e storie nel cuore - i tasselli della "strategia" che i Paesi Ue, Italia in primis, hanno adottato, nel silenzio dei media, per difendere le "sporche frontiere" di mare e di terra. La negazione del diritto di asilo, la vergogna dei campi, la violenza costantemente praticata nei confronti di persone inermi, costrette a vivere sospese e in condizioni inumane, a rischiare la vita nelle traversate, tra le dune, le onde, i boschi, la corrente dei fiumi e il filo spinato. Una decisa denuncia delle ipocrisie dei governi e delle istituzioni europee (inclusa l'Agenzia Frontex), pronti ad accogliere gli ucraini, applicando un odioso "due pesi e due misure". Una nota di speranza grazie all'impegno delle Ong e dei "solidali", singoli od organizzati.
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Uscito sul numero 246 (Dicembre 2022), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
