Archivio › Fuori Binario n. 245 · Novembre 2022 › pagina 3
TECNOLOGIE
Spie nella nebbia
Miliardi di dati personali raccolti dalle app sono venduti dai broker ad aziende e polizie.
Gilberto Pierazzuoli · Fuori Binario n. 245, Novembre 2022, pagina 3
Dopo la nuvola, la nebbia. Se il cloud non ci sta simpatico perché corrisponde a una idea della rete centralizzata che comporta una sudditanza e una dipendenza dalle grandi compagnie, le sole che si possono permettere i grandi data center, la nebbia ci appare essere più insidiosa, appiccicosa e pervasiva. La centralizzazione esasperata è infatti un problema anche per loro. Nell'internet delle cose (IoT), quello sviluppo che vede circa 50 miliardi di dispositivi connessi al 2020 che devono dialogare in termini istantanei, servono dei nodi più diffusi. È la nuvola che si espande come nebbia sui territori. Fog è allora una stazione intermedia, un punto di raccolta dati o di distribuzione di capacità computazionali in grado di elaborarli. Fog sono i nodi dove operano i broker di dati.
Fog Data Science LLC, una società precedentemente sconosciuta, fornisce alle forze dell'ordine un accesso facile e spesso senza garanzie alla geolocalizzazione precisa e continua di centinaia di milioni di americani ignari, raccolta tramite le loro app per smartphone e quindi aggregati da oscuri broker di dati. Questa cosa è tipicamente americana dove si dà per scontato - ma non per acquisito - che le agenzie governative (NSA, CIA, FBI) abbiano accesso ai dati della popolazione, ma che questo non valga per le polizie locali che hanno un potere di intervento diretto nelle comunità e presso i singoli.
In Italia il problema riguarda infatti le polizie municipali che dovrebbero soltanto provvedere alla vigilanza dei regolamenti locali e che sono alle dirette dipendenze del sindaco, ma che diventano sempre più un'espansione dei corpi di polizia, che dipendono invece direttamente dal ministero dell'Interno e alle quali compete invece la tutela dell'ordine per quanto riguarda quell'insieme di comportamenti di rilevanza penale.
I dati personali non vengono raccolti da ripetitori di telefoni cellulari o giganti della tecnologia come Google: sono ottenuti dal broker tramite migliaia di app diverse su app store Android e iOS come parte del più ampio mercato dei dati sulla posizione.
La società Fog Data Science afferma all'interno dei materiali di marketing di avere "miliardi" di dati su "oltre 250 milioni" di dispositivi e persone e che i suoi dati possono essere utilizzati per conoscere dove lavorano, vivono e si ritrovano. Fog vende l'accesso a questi dati tramite un'applicazione web, chiamata Fog Reveal, che consente ai clienti di puntare e fare clic per accedere a cronologie dettagliate. Il servizio proposto dalla app è perciò a disposizione anche di figure civili quali gli investigatori privati. Fog, infatti, ha rapporti contrattuali passati o in corso con almeno 18 clienti delle forze dell'ordine locali, statali e federali.
Ma cosa se ne fanno le polizie o chiunque altro possa essere interessato a visionare questi dati? Essi "informano" per esempio le applicazioni di polizia predittiva, che non sono attendibili e che discriminano le minoranze. Informano altresì le case farmaceutiche e le assicurazioni. Pensate a tutti i dispositivi fitness tracker, agli orologi che monitorano il sonno, le pulsazioni, le attività fisiche. Queste sono dati che ogni produttore ottiene tramite le app che rendono operativo il dispositivo.
Firenze è la città dove operano più videocamere "intelligenti" rispetto al numero di abitanti e alla superficie coperta. I sindaci e le loro protesi di polizia municipale ci osservano. Questo basta ad abbassare il numero dei piccoli reati, ma per fare questo non servono telecamere intelligenti, anche quelle stupide sarebbero bastanti.
C'è un surplus di intelligenza, una enorme eccedenza di dati oltre alle informazioni legalmente estraibili. Chi li usa? Per cosa li usa?
Il riconoscimento facciale, stigmatizzato in più occasioni in quanto dispositivo discriminante, è a disposizione dei nuovi sindaci sceriffi, che nell'immediato potrebbe essere usato per espellere altrove tutto quello che viene astrattamente definito come indecoroso e che domani potrebbe addirittura permettere l'esclusione dei cittadini da quelle parti della città riservate al turismo vip: si creerebbe così anche a Firenze un centro blindato e una periferia abbandonata a se stessa, in via di trasformazione, che assomiglierà sempre di più agli slum metropolitani del terzo mondo.
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Uscito sul numero 245 (Novembre 2022), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
