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DIRITTI
Negare la residenza è come cancellare una persona
Chiediamo che Palazzo Vecchio riconosca finalmente questo diritto fondamentale
Antonella Bundu e Dmitrij Palagi · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 4
Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
Il diritto alla residenza, si sa, è perfetto, non può essere messo in discussione. Da esso derivano anche doveri e obblighi, ma principalmente la questione è il riconoscimento dell'esistenza umana su un territorio. A Palazzo Vecchio, come in troppi altri Comuni, questo dettaglio è dimenticato. Soprattutto da quando si è emanata una legge con cui si è negato il valore della Costituzione per chi vive in immobili senza averne titolo. Nel corso degli anni, con atti proposti prima da Firenze Riparte a Sinistra e - in questa consiliatura - da Sinistra Progetto Comune, abbiamo più volte evidenziato come numerose circolari e sentenze avessero chiarito l'ordine di priorità anche in termini normativi.
Se lo Stato (attraverso gli enti locali) nega la mia presenza sul territorio, c'è un tentativo di cancellarmi come essere umano. Nel 2019 era stato approvato un atto che impegnava l'Amministrazione a utilizzare lo strumento della residenza virtuale (nata principalmente per registrare le persone senza fissa dimora) per chi vive in città in situazioni di irregolarità. Purtroppo subito dopo le elezioni la nuova Giunta - nonostante le dichiarazioni dello stesso Sindaco - ci ha chiarito come non intendesse dare seguito alla mozione votata dal Consiglio comunale pochi mesi prima. Allora abbiamo insistito, ottenendo - durante la pandemia - che quantomeno si bloccasse la cancellazione di quelle già concesse. Purtroppo anche questo indirizzo è rimasto una vuota dichiarazione di intenti.
Il reddito di cittadinanza aveva portato il Ministero del Lavoro a ricordare quali sono gli obblighi del Comune anche nel recente passato, ma niente. Ci è voluta la sentenza del 26 aprile di questo anno a ribadire che tutte le persone hanno diritto alla residenza. Ne ha scritto Fuori Binario lo scorso numero. Chi vive in uno spazio senza titolo può usare l'iscrizione anagrafica virtuale, come da tempo ripetiamo e ripete la sinistra di opposizione del Comune di Firenze. Ma niente, per ora nessuno con funzioni di governo in Palazzo Vecchio vuole riconoscere gli sbagli. Viviamo in una città dove persino bambine e bambini di pochi anni hanno dovuto essere al centro di importanti mobilitazioni, perché si registrasse la loro esistenza.
C'è un altro aspetto su cui occorre con urgenza lavorare: separare la residenza da qualsiasi tipo di percorso, soprattutto da un confronto con i servizi sociali, che sono un diritto, ma non un obbligo da imporre. Tre sono le priorità. Dare la residenza a chiunque viva sul nostro territorio, cessare con l'abitudine delle cancellazioni fatte con leggerezza, togliere quello che di fatto è un percorso obbligatorio di passaggio dai servizi sociali per poter avere l'iscrizione anagrafica virtuale. Lo abbiamo ribadito in un atto approfondito a ridosso della pausa dei lavori, a fine luglio. Confidiamo che finalmente a settembre Palazzo Vecchio si adegui alla Costituzione e al riconoscimento della dignità di ogni vita.
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Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
