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Archivio › Fuori Binario n. 243 · Settembre 2022 › pagina 4

DIRITTI

Lo slalom del reddito di cittadinanza

Garantire un'entrata certa e un sostegno per trovare lavoro: un'idea buona e giusta che inciampa negli inghippi della burocrazia e delle procedure online

Valentina Baronti e Camilla Lattanzi · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 4

"Non voglio il reddito di cittadinanza. Ne ho bisogno ma preferirei lavorare: guadagnerei di più e potrei mettere in pratica quello che so fare. Ho fatto il muratore, il metalmeccanico, so fare l'idraulico, so lavorare con le mani. Poi ho avuto alcuni problemi e sono rimasto fuori dal giro. Mi hanno dato il reddito di cittadinanza, mi spetta". È la testimonianza di F. sul reddito di cittadinanza, una delle tante: "Il reddito non mi accompagna nel lavoro, ricevo solo qualche annuncio, poi devo procedere io a candidarmi ed è complicato farlo, anche per ragioni tecnologiche". F. ci mostra i messaggi che riceve dalla sua tutor su Whatsapp, nello smartphone. "Pensavo che avendo fatto domanda al Centro per l'Impiego, entro tre mesi avrei trovato un lavoro, magari un lavoro di ripiego, ma ero disposto a tutto. Invece il mio reddito di cittadinanza è scaduto due volte senza che trovassi un lavoro, e ho dovuto penare per farmelo rinnovare. Il perché non si è capito: il Caaf ha dato la colpa all'Inps di Roma, l'Inps di Roma ha detto che è stata colpa dell'Inps di Firenze e all'Inps di Firenze hanno dato la colpa al Caaf. Sono stato alcuni mesi senza reddito e ho dovuto affrontare da capo la trafila: portare l'Isee, fare domanda e stare altri mesi senza reddito aspettando l'attivazione. Il mio navigator all'inizio è stato gentile e simpatico, probabilmente è una tattica. Inizialmente cerca di motivarti e di stimolarti, ti chiama spesso, ma alla fine nel tempo il rapporto si è ridotto ai messaggini su Whatsapp. Ho avuto una mail e un numero di telefono al quale rivolgermi, ma a me non hanno mai risposto".

Guardiamo insieme a F. gli ultimi messaggini che ha ricevuto: si tratta di richieste di candidature per Operatore ecologico, Guardiania (custodia e sorveglianza), Addetto alle pulizie. "Tutti e tre possono essere adatti a me - dice F. - perché cambiare i sacchetti o spazzare per terra sono operazioni che tutti possono fare". Guardiamo l'annuncio per la guardiania: non è specificato se possono candidarsi anche persone pregiudicate. "In occasione della fiera toscana del lavoro si ricerca personale come guardia notturna, per gestire avvenimenti, effettuare check-in, eccetera. Esperienze precedenti non richieste. Full time. Tipologia di lavoro: a tempo determinato. Sede Firenze. Possesso partita IVA no." Tentiamo di procedere per ultimare la candidatura, ma il procedimento si blocca e non ci riusciamo. "È sempre così, finisco per avere problemi di password, di spid, di sistema operativo, di APP". Quindi? "Quindi ieri ho fatto una giornata di lavoro al nero come manovale. Nessuna garanzia, nessuna tutela, nessuna continuità, ma bisogna pur campare".

F. ha dovuto prendere un nuovo appuntamento al Centro per l'Impiego, dove spera che possano aiutarlo. "Per lo Spid devo cambiare smartphone, perché quello che ho non supporta la APP necessaria. E se non hai risorse per un nuovo telefono?".

Anche per S. la principale delusione è legata all'impossibilità di trovare un lavoro: "Se, come avevano detto inizialmente, l'erogazione della quota mensile del RDC poteva trasformarsi in un incentivo all'assunzione dei percettori in qualche azienda, allora il provvedimento avrebbe funzionato e molte aziende avrebbero avuto dei vantaggi, ricevendo in questo modo un sostegno sul costo del lavoro". Ma per S. al danno di non aver avuto accesso al mondo del lavoro si è aggiunta la beffa: nel marzo scorso l'erogazione del reddito è stata sospesa senza preavviso ed è stato chiesto il rimborso di sei mesi, oltre 6mila euro che questa famiglia, entrambi i genitori disoccupati e due minori a carico, proveniente da un'altra città e quindi senza appoggi familiari, potrà restituire, bontà loro, a rate. Tutto per un errore commesso dagli uffici che li hanno seguiti nella macchinosa burocrazia che avvolge tutto in questo paese, ma che è ancora più grave quando ostacola provvedimenti verso i soggetti più deboli della società. "Ci è stato tolto il sussidio del reddito di cittadinanza e anche l'assegno dei minori senza nessun preavviso né spiegazione - racconta -. Ce ne siamo accorti dopo la non avvenuta ricarica del mese di marzo scorso e con due minori a carico che vanno a scuola l'allarme e la preoccupazione sono state grandi".

Il nucleo familiare di S. ha un ISEE inferiore a mille euro, quindi ben al di sotto del tetto massimo di oltre 9mila euro previsto per avere diritto al reddito di cittadinanza. Il problema è stata una polizza sulla vita bloccata, che quindi non poteva essere riscattata, che faceva superare, seppur di misura, il tetto patrimoniale: "Nel dicembre 2021 abbiamo ricevuto una lettera che ci segnalava una situazione di indebito per sei mensilità a cavallo tra il 2019 e il 2020 per le mensilità dei mesi da luglio 2019 a gennaio. Ci siamo recati all'Inps con questa lettera, ma ci è stato detto di stare tranquilli, che non ci avrebbero sospeso il sussidio e che potevamo chiedere il riesame o fare ricorso tramite il patronato, cosa che abbiamo fatto. Poi a marzo la doccia fredda: il reddito viene sospeso". Nel frattempo S., non appena la polizza era stata riscattabile, l'aveva ritirata, rimanendo quindi senza lavoro, senza reddito e senza risparmi. Con il marito disoccupato e due figli a carico.

Pagina 4 del numero 243 Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero