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Archivio › Fuori Binario n. 243 · Settembre 2022 › pagina 3

CONTRO IL DECORO

Là dove c'era un lago adesso c'è... un altro hotel

Andrés Lasso · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 3

In questi giorni di siccità, in cui in tanti comuni italiani si stanno attivando autobotti, in cui ai cittadini di Firenze è proibito anche innaffiare (ma non lavare l'auto all'autolavaggio) è ancora più deprimente passare da Viale Belfiore, dove si era formato questo lago accidentale di acqua di falda pulitissima, e vedere al suo posto gru, cemento, e cartelli entusiasti che annunciano il prossimo Student Hotel.

È triste pensare alle migliaia di metri cubi d'acqua che sono state drenate via durante settimane, anzi mesi, e gettate nelle fogne, perché quella era "una voragine senza futuro" (parole testuali del sindaco Nardella).

Evidentemente l'idea che il futuro della nostra società sia più legato all'acqua dolce e alla sua disponibilità, che non all'ennesima struttura ricettiva di lusso in una città satura di turismo, non sfiora nemmeno gran parte della nostra classe politica.

Eppure persino in chiave turistica, quella situazione poteva essere sfruttata in modo diverso. Proviamo a immaginare.

A immaginare un progetto in cui si rimodellavano gli argini, si mettevano a dimora piante acquatiche autoctone che si aggiungevano alla vegetazione che già stava spontaneamente colonizzando l'area. Si creava un punto con un piccolo molo e qualche pedalò, una discesa accessibile, si faceva una vera riqualificazione coniugando fruibilità, sicurezza e servizi ecosistemici.

Avremmo avuto un lago naturale a un passo dalla ZTL, a 500 metri dalle Cascine, a 5 minuti di ciclabile.

Avremmo avuto un'isola di calore in meno.

Avremmo avuto un caso studio di interesse nazionale per progetti di ricerca in campo di ecologia urbana.

Avremmo avuto dell'acqua, da usare per emergenze come quella odierna, acqua per caricare qualche autobotte e irrigare qualche albero messo a dimora nelle ultime stagioni, anziché farlo seccare.

L'ultimo rapporto ISPRA sul consumo di suolo è allarmante. Tra le tante cose ci dice che quello avvenuto tra il 2012 e oggi ci ha privato di 360 milioni di metri cubi di acqua che non è arrivata alle falde. In altre parole, se lo avessimo stoppato anche solo dieci anni fa oggi avremmo 6mila litri di acqua a testa in più.

In compenso avremo uno Student Hotel. Che probabilmente avrà come l'altro anche una piscina. Perché "the beach is boring", la spiaggia è noiosa, come recita il loro slogan in quella di Viale Lavagnini. Forse per taluni in generale il contesto naturale è noioso, spiaggia o lago che sia. Invece accelerare un processo di crisi ecologica globale dagli effetti forse irreversibili, sembra così emozionante...

Pagina 3 del numero 243 Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero