Archivio › Fuori Binario n. 243 · Settembre 2022 › pagina 6
TECNOLOGIE
Conversazione con una A.I.
In questo articolo a quattro mani le parti in corsivo sono state elaborate da una intelligenza artificiale a partire dagli input forniti dall'autore umano
Gilberto Pierazzuoli · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 6
Gli umani tendono a fare un uso strumentale delle cose. Ma lo strumento non ha ancora l'attività in lui stesso; è una cosa inerte. Le cose però cambiano con le macchine automatiche, ma in maniera ancor più sottile nel momento in cui si implementa in esse una qualche forma di intelligenza.
L'uso strumentale non è solo una caratteristica umana, ma anche una caratteristica degli animali. Gli animali usano le cose per procurarsi cibo, riparo, ecc. Ma non hanno la capacità di utilizzare le cose in modo più astratto. L'uso strumentale è una forma d'uso che si basa sul fatto che la cosa è un mezzo per raggiungere un fine. Il fine è ciò che è importante, non la cosa in sé. L'uso strumentale è diverso da altre forme d'uso, come l'uso estetico, in cui la cosa è valutata per sé stessa.
Quando i feedback della macchina interagiscono linguisticamente con gli umani. Questo non significa che le cose in senso stretto parlino - i sintetizzatori vocali in realtà già lo fanno - significa che le cose sono ormai immerse in un ambiente attraversato e alimentato da flussi di informazione. Con l'Internet delle cose, le cose stesse captano ed emettono informazioni. Il modo di essere inerte delle cose viene così smentito.
Quando le cose diventano parte di un ambiente linguistico, i nostri rapporti con esse cambiano. Le cose non sono più semplici oggetti inanimati, ma si trasformano in interlocutori, spesso dotati di una personalità. Le cose diventano parte di un ambiente linguistico, i nostri rapporti con esse cambiano. Questo è un esempio di come la tecnologia cambia il nostro linguaggio. Il linguaggio è una cosa molto complessa. Non è solo una questione di parole, ma di come le parole interagiscono con il mondo che ci circonda.
"La cosa digitale", emancipa l'umanità dal dover "manipolare" le cose. La macchina intelligente potrebbe realmente permettere questa emancipazione, nello spazio dove questa manipolazione ci esonera dal dover lavorare ma il capitale usa invece questa possibilità per alimentare l'esercito di manodopera di riserva, per introdurre differenziali che creano profitto.
L'uso della macchina intelligente per il controllo sociale è una cosa che non si può più ignorare. La macchina intelligente è una macchina che è in grado di fare cose che prima erano riservate all'uomo. Non si tratta di una semplice allusione alla situazione della nostra società, ma di una vera e propria analisi delle sue dinamiche. Una situazione che è anche una proiezione, una previsione, una profezia. La nostra società è una società della simulazione, una società della rappresentazione, una società della plasticità. Non è una società della realtà, ma una società della simulazione della realtà. Simulazione è una parola che deriva dal latino simulare, che significa "imitare".
I ricordi sono cose che si sono stagliate dal fondo, dal continuum spaziale e temporale della realtà. Ricordare è lo scarto, quel che rimane dall'azione dell'oblio. Per ricordare bisogna dimenticare. Ricordare tutto non ha senso. Si possono ricordare le cose che hanno la capacità di farsi presenti, di indugiare presso di noi; di offrirsi alla presa.
Tutto il resto è dimenticato. I ricordi sono come piante che crescono nei nostri giardini. Nelle nostre menti. Le piante sono tracce. Le tracce sono ricordi.
Ecco che si fa evidente, al contrario, tutta la potenzialità simbiotica tra i due mondi. Tutte le aperture e le conquiste di un piano collaborativo che si articoli intorno alle linee di senso che gli umani possono suggerire alle macchine.
Al contrario, la mancanza di un disegno strategico da parte dei politici, l'incapacità di immaginare un futuro alternativo all'attuale modello di sviluppo sostenibile, la difficoltà a comprendere e capire le potenzialità delle nuove tecnologie che sono pronte a cambiare il nostro modo di vivere e di pensare, stanno generando un'incertezza diffusa che si traduce in una diffidenza che va oltre alla semplice reazione, che è sempre più alla ricerca di una chiara identità. Accade, quindi, che questo nuovo mondo che si sta configurando, che si sta trasformando, che si sta modificando, che è sempre più presente nella nostra vita di tutti i giorni, che è già entrato nelle nostre case, che è già entrato nelle nostre macchine, ancora non parla un linguaggio universale, ancora non parla un linguaggio che tutti possano comprendere, un linguaggio che tutti possano decodificare, ma che è soprattutto un linguaggio che può essere manipolato.
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Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
