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Archivio › Fuori Binario n. 243 · Settembre 2022 › pagina 10

CONVIVENZE

Contro l'ippica

Una macchina spietata di sfruttamento e morte foraggiata dallo Stato con soldi pubblici

Restiamo Animali · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 10

Dream Stecca è morta il 15 luglio scorso all'ippodromo di Cesena durante la sua settima gara, aveva tre anni, era poco più di una puledra. L'ultima foto che abbiamo di lei la ritrae in pista: la cavalla, già indietro e in difficoltà da almeno 200 metri, inizia a sussultare, a galoppare, sbanda ed esce dall'inquadratura. Lo speaker continua a commentare la corsa come se nulla fosse, annuncia il vincitore, il secondo, il terzo piazzato. Finisce il video. Nella classifica ufficiale figurerà "ritirata", ma appena uscita dall'inquadratura la cavalla è stramazzata a terra. Arresto cardiaco? Emorragia polmonare? Nessuno lo sa, perché nell'ippica non è prevista l'autopsia, che viene (raramente) richiesta dal proprietario del cavallo, in questo caso "Allevamento Stecca".

Nell'ippica non esiste una statistica ufficiale sui cavalli morti e gli addetti ai lavori non ne parlano, ma tutti gli ultimi cavalli morti in gara avevano meno di cinque anni e gareggiavano da quando ne avevano due. "Cinque anni è l'età in cui si può dire (più o meno) completato lo sviluppo muscolo-scheletrico di un cavallo: allenarlo e metterlo in pista prima è peggio di una forzatura - afferma Sonny Richichi, presidente di Italian Horse Protection, con sede a Montaione - perché si alza inevitabilmente il rischio di incidenti gravi alle articolazioni, nonché il rischio di scompensi cardiaci o polmonari e spesso si arriva alla morte. Nell'ippica è normale far gareggiare i cavalli-bambini: gli allevatori li chiamano 'prodotti'. Messi in pista a due anni, arrivano a nove-dieci anni di età quando va bene, poi una fitta nebbia avvolge il loro destino".

Dove sono tutti i cavalli che non gareggiano più?

"Gli allevamenti, le scuderie e gli ippodromi dovrebbero ospitare centinaia di cavalli anziani - afferma Sonny - in quanto un cavallo può arrivare ai trenta anni di età e anche oltre. Quindi dove sono i cavalli pensionati, quelli che hanno corso invece di giocare con gli altri puledri, che hanno fatto i riproduttori invece di fare i cavalli? Dove sono i cavalli 'rotti', gli infortunati, quelli che non valevano neanche per fare i riproduttori? Non solo il mondo ippico tace su questi individui improvvisamente irreperibili ma neanche il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sa dove siano, perché non esistono elenchi o dati consultabili, se non le statistiche legate alle corse e ai premi vinti. Eppure lo Stato foraggia l'ippica con tanti soldi pubblici - conclude Richichi - più di 165 milioni di euro nel 2022, legalizzando le corse di puledrini in una cornice di totale opacità sul loro destino, dopo che per anni ha inutilmente gestito un'anagrafe equina che faceva acqua da tutte le parti, senza un minimo di tracciabilità e di trasparenza".

È tempo di fermare la spietata macchina ippica e di investire risorse per garantire un futuro di cure e riabilitazione a quei cavalli ancora costretti a correre in pista, affinché non scompaiano per sempre nella nebbia.

Pagina 10 del numero 243 Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero