Archivio › Fuori Binario n. 243 · Settembre 2022 › pagina 9
ATTUALITÀ
È arrivato un bastimento carico di...
...gas, ma Piombino dice no a un impianto rischioso e impattante per l'ambiente e per la salute che danneggerà l'economia locale
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 9
Il nuovo rigassificatore di Piombino entrerà in funzione nell'aprile del 2023. La trattativa tra il Ministero della transizione ecologica e la Regione si è conclusa con una firma che sancisce lo stazionamento dell'impianto nel Tirreno per i prossimi 3 anni. Un analogo rigassificatore sarà posizionato a Ravenna, sull'Adriatico.
Ma cosa comporta la presenza di un impianto del genere nei nostri mari e nelle nostre città? La Snam, incaricata dell'installazione e della gestione della nave, ci racconta di un'opera estremamente sicura, anche se restano a nostro avviso, inevitabilmente, grosse perplessità. La Golar Tundra, questo il nome dell'imbarcazione, è lunga 300 metri e getterà l'ancora a 60 metri dalla banchina. La sua capacità di rigassificazione è di 5 miliardi di metri cubi di gas naturale l'anno, pari a 1/6 di quello che importavamo dalla Russia. Ci saranno rifornimenti dalle metaniere provenienti dall'Africa una volta alla settimana e il gas in arrivo sarà riconvertito da forma liquida a gassosa grazie ad un processo costoso e ad alto impatto energetico.
Gli abitanti di Piombino, gli ambientalisti e tutti coloro che dimostrano di saper stare al passo con la modernità, denunciano l'imposizione dall'alto della decisione. Nessuna forma di partecipazione dal basso è stata infatti contemplata. Si concentrano inoltre sul fatto che la Golar Tundra - e il suo carico mortale in caso di incidente - sarà posizionata a poche centinaia di metri dal centro abitato di una cittadina che ha già sofferto la presenza delle acciaierie, grandi fabbriche che nei decenni passati hanno provocato tanti guai alla salute dei piombinesi oltre che un'impennata di decessi per malattie correlate.
Oltre ai danni ambientali e alla salute preoccupa inoltre l'impatto del rigassificatore sull'economia locale. Il Parco nazionale dell'Arcipelago toscano e le creature marine che ospita, soffriranno inevitabilmente questa presenza. Il mare, anche il Tirreno, soffre del surriscaldamento climatico che colpisce il pianeta, e le specie tropicali stanno pian piano sostituendo quelle autoctone. Le attività di pesca della zona rischiano così di andare letteralmente al collasso. Anche per il settore turistico gli esperti paventano conseguenze negative. Qualcuno di voi andrebbe in vacanza accanto ad una potenziale, enorme, bomba di gas?
Ancora una volta il governo italiano, davanti all'ennesima crisi, non è stato in grado di pensare per tempo ad alternative fondate su un approvvigionamento energetico rinnovabile ed ecologicamente sostenibile. La transizione ecologica, già pesantemente compromessa dagli interessi dei poteri tradizionali, può essere rimandata. La società dei consumi non può fermarsi né rallentare. L'energia fossile torna protagonista e nessuna speranza può arrivare dal nuovo parlamento che siamo in procinto di eleggere. Troppo minoritarie sono infatti le forze politiche capaci di dare una speranza e un futuro all'umanità intera.
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Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
