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Archivio › Fuori Binario n. 242 · Estate 2022 › pagina 11

ATTUALITÀ

Non è più tempo di passerelle

"Ti ricordi quel 9 luglio?": compie un anno il presidio permanente della GKN che rilancia la lotta con un grande concerto ai cancelli.

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 242, Estate 2022, pagina 11

"Più tutele, meno passerelle. Blocco dei licenziamenti subito". Era uno degli striscioni che campeggiava un anno fa all'ingresso della GKN. Erano i giorni della solidarietà larga, quando tutti ma proprio tutti sentivano il bisogno di farsi vedere davanti a quei cancelli, per la foto di rito insieme agli operai licenziati.

Ora è passato un anno e il tempo delle passerelle è finito da un pezzo. Sei incontri istituzionali e ancora niente di certo, ma solo parole e qualche slide su una reindustrializzazione di cui non si conoscono i contenuti né gli investitori. Un accordo quadro in gran parte disatteso e le istituzioni che ondeggiano tra il silenzio imbarazzato e qualche comunicato stampa dal tono entusiasta, che mette l'accento su tempi che in realtà non sono stati rispettati, sulla fiducia in piani industriali che non sono stati presentati, su ipotesi di compagini societarie che non sono state neanche verbalizzate.

D'altro canto però, si moltiplicano i tentativi di far uscire materiali dalla fabbrica, avviando quindi la deindustrializzazione senza aver nel frattempo concretizzato la reindustrializzazione. Un film già visto, con i capannoni che si svuotano, dietro la promessa di nuove produzioni, gli operai in cassa integrazione, i corsi di formazione.

E intanto passa il tempo, i più qualificati trovano alternative, altri si assuefanno agli ammortizzatori sociali, il gruppo perde forza e poi magari si torna anche a produrre, ma dopo pochi mesi la nuova proprietà si rivela inconsistente e la fabbrica chiude davvero, con i capannoni che diventano ecomostri, qualche pre-pensionamento, qualcuno ricollocato e qualcun altro no, i posti di lavoro persi.

Il film che ancora non si era visto invece, almeno negli ultimi trent'anni, è quello che una comunità che tiene, di una fabbrica che è considerata bene comune, di operai che reggono l'urto di un anno di presidio permanente, di un piano industriale scritto insieme all'università e portato ai tavoli istituzionali, di momenti di crisi che si trasformano in rilancio, di un abbraccio collettivo che non è mai venuto meno.

C'era tutto questo nell'urlo liberatorio che è uscito dai cancelli il 9 luglio, quando quella collettività ha organizzato un concerto per dire che c'è ancora, che è ancora lì e che continuerà a difendere con i propri corpi quei cinquecento posti di lavoro, quella fabbrica e quell'esperienza comunitaria di lotta.

Tante cose sono cambiate in questo anno di presidio permanente. I nodi sono venuti al pettine e il neoliberismo ha mostrato la sua faccia più feroce e le conseguenze le sentiamo tutti sulla pelle: cambiamento climatico, guerra, carovita. Il motto "Insorgiamo", nato per dire no a una delocalizzazione è diventato molto di più e rappresenta un'alternativa che non possiamo più rimandare.

Sì, il tempo delle passerelle è proprio finito.

Pagina 11 del numero 242 Uscito sul numero 242 (Estate 2022), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero