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Archivio › Fuori Binario n. 242 · Estate 2022 › pagina 10

RESTIAMO ANIMALI

La banalità del retino, ovvero giocare a uccidere

Camilla Lattanzi e Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 242, Estate 2022, pagina 10

Il bambino ha un retino e trascorre il suo tempo in acqua cercando piccoli animali come pesci, paguri e granchi; ogni tanto gli capita anche una bella medusa e allora è festa grande: corre dai genitori tutto fiero, mostrando la preda che si dibatte convulsamente nel retino. I genitori lodano il bambino per l'eroico risultato e lo invitano a buttare tutto lontano dall'acqua, sugli scogli bollenti, in modo che l'acqua resti pulita e nessuno rischi di essere punto. Anche il bagnino osserva la scena e annuisce, è convinto che sia tutto normale, da che mondo è mondo i bagnanti hanno tormentato gli animali del mare, quindi va bene così, come tradizione vuole: gli animali moriranno fuori dal loro habitat per mancanza di ossigeno e ustione solare. Il calvario delle meduse è impressionante perché soffrono e si contorcono a lungo prima di morire, seccando letteralmente.

Vi è mai capitato di assistere a scene simili? Provate a intervenire, dicendo a quel bambino "per favore rimetti la medusa in acqua, vedi quanto sta soffrendo, vedrai che poi si allontanerà dalla spiaggia e non pungerà nessuno, il mare è la sua casa e lei ti sarà molto grata di averle restituito la libertà". Il bambino sarà tentato di darvi retta ma è possibile che a quel punto intervengano i genitori, risentiti per questa ingerenza, e che anche il bagnino rinforzi la scellerata condanna a morte della medusa.

Perché accadono queste cose? Per mancanza di cultura, di empatia, di sensibilità. Perché mettere in discussione la supremazia umana su tutte le altre specie è un tabù. Ma anche perché le persone non sanno come passare il tempo: i retini si acquistano soprattutto per combattere la noia, o perché si crede - erroneamente - che le meduse siano animali pericolosi, o che solo acque disabitate da qualsiasi altra forma vivente siano davvero pulite. Ma catturare piccoli animali sulla spiaggia è un reato: si chiama "maltrattamento animale", inoltre per pescare occorre una licenza, senza la quale si rischiano sanzioni consistenti. Dove non arrivano cultura e sensibilità, può arrivare la giustizia.

Pagina 10 del numero 242 Uscito sul numero 242 (Estate 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero