Archivio › Fuori Binario n. 241 · Giugno 2022 › pagina 3
DIRITTI E DIVISE
Ancora tagli per scuola e sanità
Fra gli amministratori locali cresce lo scontento per le scelte dell'esecutivo. Cresce la spesa per le Forze Armate, e nessuno sa dove finiranno i soldi del PNRR.
Felice Simeone · Fuori Binario n. 241, Giugno 2022, pagina 3
Alla fine non ce l'ha fatta più a tacere: Raffaele Donini, coordinatore sanità della Conferenza Stato-Regioni, nonché assessore alla sanità della regione Emilia-Romagna, ha criticato pubblicamente le decisioni del governo, sostenuto dal suo partito, il PD, a partire dalle scelte in politica sanitaria. "La sanità del futuro?" ha tuonato Donini, "più risorse del fondo nazionale rispetto al PIL; più borse di specializzazione; via al tetto per le assunzioni; si tolga il numero chiuso a medicina; si portino le spese per la sanità al livello medio europeo del 6.5 % del PIL". Ma soprattutto, Donini ha supplicato lo Stato di non abbandonare gli amministratori locali costretti a contare i centesimi per far fronte al dopo pandemia, ammesso che sia passata.
La scintilla che ha fatto esplodere Donini è l'ingiustificabile aumento delle spese militari (+47%), che, come già denunciato da questo giornale, è l'unica voce di spesa che aumenta stando al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DEF) presentato dal governo. Chiariamo che l'aumento delle spese militari al 2% del PIL non ha niente a che vedere con la guerra in Ucraina, perché si tratta di un investimento strutturale che rimarrà ingente anche dopo che la guerra si sarà conclusa. La spesa per la sanità, invece, passerà del 7,4% del 2020, al 6,3% previsto per il 2024.
A fare i conti con ulteriori tagli sarà anche, e ancora una volta, la scuola pubblica. La pandemia ha messo in evidenza diverse criticità storiche dell'attuale assetto della scuola italiana, oltre a rendere urgenti interventi strutturali per scongiurare nuovi effetti devastanti di emergenze sanitarie, sia attuali (non possiamo sapere cosa succederà in autunno) che future. La scuola ha bisogno di investimenti su tutti i livelli: edilizia, docenti, programmi, strutture. A maggio Save the Children ha pubblicato un rapporto che denuncia un tasso altissimo di abbandono scolastico in Italia (13,5%), e riporta che almeno il 51% degli alunni adolescenti ha difficoltà a comprendere testi scritti. Il DEF del governo dei migliori (definizione che gli attuali ministri si sono dati da soli!) prevede, invece, una diminuzione delle spese per l'istruzione dal 4% al 3,5% del PIL entro il 2025.
Non si tratta di spiccioli, ma di somme ingenti che vengono sottratte proprio nel momento in cui ne servono di più. A questi si deve aggiungere il rallentamento della ripresa economica che, complice anche la guerra all'Ucraina, sta faticando a ritornare ai livelli precedenti la pandemia.
Questo stato di cose ha generato un malessere diffuso a cui Donini ha dato voce, e che stride con l'aumento delle spese militari, uno dei pochi investimenti che difficilmente avrà un rendimento tale da giustificarlo.
Nessuno sa bene per cosa sono stati richiesti i fondi del PNRR. Abbiamo scoperto solo dopo la sua approvazione che una parte finanzierà una base militare del Parco di San Rossore, progetto che prevede la costruzione di edifici per 500 mila metri cubi di cemento in un'area protetta. La preoccupazione che si sta insinuando fra gli amministratori più sensibili e capaci (ce ne sono ancora) è che quei soldi non saranno usati in riforme strutturali che permettano il superamento delle criticità che hanno reso l'Italia estremamente vulnerabile alla pandemia da COVID (non a caso, sanità e scuola hanno pagato il prezzo più alto), ma verranno utilizzati per interventi circoscritti, che magari risolvono delle emergenze senza rimuoverne le cause.
Le scelte del governo sembrano confermare questo timore: se è così, il governo dei migliori, tutto neutralità e sapienza tecnica in apparenza, si rivela invece come il più politico, e apertamente classista, che ci poteva capitare.
(f.s.)
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Uscito sul numero 241 (Giugno 2022), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
