Archivio › n. 240

Archivio › Fuori Binario n. 240 · Maggio 2022 › pagina 3

INTERNAZIONALISTI

Ma la rivoluzione non è la guerra

La militanza civile è il pilastro per costruire una società giusta, dove le donne sono le protagoniste della loro stessa liberazione

Redazione · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 3

Chi va in Rojava non sempre è lì per combattere, si può dare supporto in molti modi. Come racconta ancora Grasso "Tanti volontari aiutano in ambito sanitario, poi c'è l'informazione, ma soprattutto c'è la militanza civile, perché la rivoluzione non è la guerra. La guerra bisogna farla per proteggere ciò che fanno i civili, sono loro che costruiscono l'economia nuova, la politica, cambiano le leggi, le usanze, i rapporti di forza...".

Un elemento di novità radicale è il protagonismo delle donne: "Ricordo per esempio una ragazza europea che insieme ad altre curde andava casa per casa, ogni giorno, convincendo i padri e i mariti a lasciare che le donne prendessero un tè con loro, senza la presenza degli uomini... Questa attività ha portato tante di loro ad essere coinvolte nelle comuni femminili, nelle case delle donne e in altre nuove istituzioni che oggi difendono i loro diritti. È un'attività preziosa e unica nella storia. Oggi abbiamo le Asaysha Jin che sono le guardie rivoluzionarie donne, che intervengono in caso di violenze e abusi, la casa delle donne che è sempre parte in causa nei processi che le vedono imputate o vittime, la riforma del diritto di famiglia, con l'abolizione della poligamia, del delitto d'onore, del matrimonio con minori, nuove norme paritarie nel divorzio, e altre conquiste prima impensabili".

Pagina 3 del numero 240 Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero