Archivio › Fuori Binario n. 240 · Maggio 2022 › pagina 4
CLASSISMO
Casa, diritto o lusso?
La situazione abitativa è un termometro della salute della nostra società: in Toscana la febbre sale, e cresce il numero delle persone che chiedono assistenza
Beatrice Montini · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 4
Restate a casa, restiamo a casa. Il mantra che abbiamo imparato a conoscere durante l'emergenza Covid - tra lockdown, restrizioni, quarantene, coprifuoco - ci ha insegnato che la casa non è solo il luogo dove abitiamo ma è anche un presidio di protezione della salute pubblica. Restare a casa non ha avuto, però, lo stesso significato per tutti. Condizioni di sovraffollamento, mancanza di servizi essenziali, di luminosità o anche di eventuali spazi esterni, sono elementi che hanno contribuito a rendere il periodo dell'isolamento diverso per ognuno di noi.
Ma non solo. La situazione abitativa è anche un fattore importante per valutare lo stato di "salute" della nostra società e le diseguaglianze che la caratterizzano. A fare un primo quadro della situazione in Toscana è il rapporto "Povertà abitativa. Casa: un diritto o un lusso per pochi?" dell'Osservatorio delle povertà e delle risorse di Caritas Firenze, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università. Dal confronto dei dati tra il 2018 e il 2021, un primo elemento che emerge è che - a fronte di una sostanziale stabilità del numero delle persone che si rivolgono alla Caritas - si assiste ad un generalizzato aumento dei contatti che queste stesse persone hanno avuto con i servizi dell'associazione a partire dal 2020 (cioè in parallelo al Covid) e, soprattutto, a un'impennata delle problematiche che vengono manifestate ai centri. Nel 2021, inoltre, è cresciuto il numero di coloro che, potremmo dire, restano "intrappolati" nel circuito assistenziale di cui non possono più fare a meno: le persone in questa condizione sono state 1.125 sulle 7 mila richieste di aiuto agli sportelli dell'associazione.
Per quanto riguarda il rapporto con la situazione abitativa, i dati evidenziano la crescente fragilità di individui e nuclei familiari che possiamo definire con una condizione di "relativa stabilità" per quanto riguarda l'alloggio (sostanzialmente persone che pagano un affitto): dopo l'emergenza sanitaria, oltre una persona su tre tra quelle che si sono rivolte alla Caritas cittadina ha avuto difficoltà a far fronte alle spese della locazione. E si tratta perlopiù di nuclei familiari con figli piccoli.
Come evidenziato già in un report di febbraio, va inoltre segnalato l'incremento, sia in termini assoluti che percentuali, degli utenti della Caritas che hanno dichiarato di vivere in locazione: si passa dai 6.565 del 2019 ai 9.206 del 2020 (+40%). Di questi il 93% dichiara di avere un reddito non sufficiente per far fronte alle normali esigenze. Nel 2019 erano il 44,2%.
Inoltre l'81% delle persone che vivevano una condizione abitativa definita come provvisoria nel 2018 si trovano nella stessa situazione anche a distanza di quattro anni.
Per tutti quelli che si sono rivolti alla Caritas la richiesta prevalente è stata quella del pacco viveri/alimenti. Se questa prestazione aveva subìto già un significativo aumento allo scoppio della pandemia (+72% tra il 2019 e il 2020), nell'anno successivo si assiste ad un sostanziale raddoppio del numero di richieste di aiuto alimentare con un incremento, rispetto al 2019, di ben il 252%.
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Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
