Archivio › Fuori Binario n. 240 · Maggio 2022 › pagina 7
ATTUALITÀ
Contenzione illegittima, nessuno stato di necessità
La giurista Sofia Ciuffoletti interviene sul caso dell'ambulante soffocato dai vigili sui lungarni e ripreso in un video da testimoni di passaggio.
perUnaltracittà · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 7
Due agenti del reparto antidegrado della Polizia municipale di Firenze fermano il 5 aprile scorso una persona che vende braccialetti vicino a Ponte Vecchio. Due testimoni riprendono in un video un uomo in borghese che tiene a terra l'ambulante - strattonandogli e serrandogli il collo con l'interno del gomito -, mentre quest'ultimo, con le tipiche urla agghiaccianti di chi sta perdendo il fiato, cerca di liberarsi dalla presa per non soffocare, subito dopo un altro agente si appoggia con il suo peso sull'ambulante.
I due testimoni vengono invitati dai vigili a "togliersi dalle palle" perché stanno "interrompendo un pubblico servizio" (sic). I testimoni - che successivamente sporgeranno denuncia in procura - affermano di aver visto uscire dalla bocca della vittima una schiuma di saliva mista a sangue e di aver parlato con un ristoratore che ha dichiarato che l'uomo dei braccialetti stava disturbando il pranzo dei clienti. Semplicemente.
A poco ci interessano le polemiche, animate anche dagli ondeggiamenti di opinione della giunta comunale (sulla vicenda è stato costretto ad intervenire anche Luigi Manconi con una lettera aperta al sindaco Nardella), si tratta di un fatto grave perché ci lascia la sensazione che a chi veste la divisa sia consentito di fare tutto ciò che vuole. Il soffocamento per fermare una persona non trova infatti cittadinanza nello stato di diritto.
Sul tema abbiamo interpellato la giurista e avvocata Sofia Ciuffoletti (qui il suo intervento https://bit.ly/3y9EaC7) che riveste il ruolo di segretaria generale del Network European prison litigation presso il Consiglio d'Europa e quello di analista della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti Umani e dei diritti delle persone private della libertà personale.
"La contenzione, l'immobilizzazione di un corpo a opera di un altro corpo in divisa, impone necessariamente una riflessione sulle connessioni tra atti volti a garantire la sicurezza pubblica, conseguenze fisiologiche e psicologiche di tali atti sui corpi e sulle menti delle persone che vi sono soggette e responsabilità di uno stato di diritto rispettoso delle prerogative dell'habeas corpus" - ci ha detto Ciuffoletti. "Per questo la lungimiranza dei nostri padri e madri costituenti ha introdotto una riserva di legge sui casi e modi delle limitazioni alla libertà personale. Affermare che addetti alla pubblica sicurezza che operano con tecniche di contenzione che incidono sui corpi e sulle menti delle persone non possano essere chiamati a risponderne significa abdicare alla funzione di tutela dei diritti e alla limitazione dei poteri che è alla base della teoria dello stato di diritto".
"La Corte di Cassazione - continua la studiosa - ha affermato nella sentenza Mastrogiovanni che la contenzione ha una mera funzione cautelare e può essere scriminata solo nelle ipotesi di stato di necessità, ovvero in caso di pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo altrimenti inevitabile e solo in condizioni di proporzionalità tra pericolo e azione contenitiva. Solo entro questi precisi confini la contenzione, qualsiasi contenzione, occorre ribadirlo, può essere scriminata. Sulla base delle affermazioni contenute nella sentenza Mastrogiovanni si può quindi ritenere che trovi applicazione anche nel caso fiorentino, rendendo così illegittima la mossa di immobilizzazione, in quanto non operata in condizioni di stato di necessità".
perUnaltracittà continuerà a seguire questa storia che ricorda troppo da vicino i casi di Riccardo Magherini, morto soffocato in Oltrarno dopo un controllo dei Carabinieri, e quello di George Floyd, assassinato da un agente di polizia a Minneapolis nel 2020.
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Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
