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Archivio › Fuori Binario n. 240 · Maggio 2022 › pagina 7

ATTUALITÀ

La propaganda che uccide la pace

Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 7

L'informazione riporta le singole vicende della guerra ucraina dando ogni volta un "effetto" alle singole notizie, vediamo girare quegli stessi "spin" che sostennero la decisione di Bush&Blair di invadere l'Iraq. Tali spinte propagandistiche, tipiche dei momenti di guerra, stanno pilotando l'opinione pubblica in tutti i paesi. I media soffocano così il libero dibattito e indirizzano l'opinione pubblica, che pare priva di strumenti interpretativi solidi.

Tale propaganda di guerra tende a dividere il campo in maniera netta: da una parte i buoni, dall'altra i cattivi, e viceversa. Dalle nostre parti chi affronta la complessità viene fatto passare per pazzo. A Mosca i cattivi sono sempre e solo gli altri, e chi prova a pensarla diversamente finisce in carcere. Per il mainstream, ovunque esso si trovi, il nemico è da abbattere; assistiamo ad un muro mediatico che rende esuli i messaggi di pace. Continue omissioni - del presente per i russi, del passato per la Nato - servono a nascondere i fini reali della guerra e capire la realtà diventa sempre più difficile. In Russia la Novaja Gazeta è costretta a chiudere; la Silicon Valley cerca di cancellare la presenza russa da internet.

La complessità ci avvolge. In Ucraina si parlano due lingue, il russo e l'ucraino appunto, sono entrambe del ceppo slavo orientale. L'ucraino è la lingua ufficiale governativa, ma buona parte della popolazione è bilingue. A disilludere una convivenza pacifica sono ancora i tentativi di interferenza delle superpotenze imperialiste, che hanno scommesso su un conflitto interetnico.

In Ucraina stiamo assistendo all'ennesimo conflitto deciso dall'alto, per consolidare il potere dei governi e curare gli interessi economici dell'industria bellica. Il nostro governo sostiene che non ci sono i soldi per accogliere i profughi dal nord Africa o dalla rotta balcanica, ma riesce ad accogliere, giustamente con profusione di mezzi, quelli ucraini. Allo stesso tempo annuncia che verranno aumentate le spese militari. Impossibile per noi credere che mandare armi possa essere un modo per concludere la guerra.

Il resto del mondo intanto continua la sua tragica esistenza. La Palestina sta scomparendo, Gaza subisce un blocco commerciale da 15 anni, mentre l'occupazione di Israele condanna gli aiuti umanitari accusati di rafforzare il terrorismo. I soldati e cecchini israeliani continuano a compiere arresti e provocare morti e feriti. Molti crimini di guerra non vengono riportati o non vengono definiti tali. Di sicuro nessuno invierà mai armi ai palestinesi per difendersi. Notiamo anche il silenzio complice dei media su molti anni di bombardamenti sauditi sui civili nello Yemen, che hanno provocato una catastrofe umanitaria. Lo stesso silenzio è calato sull'enorme numero di morti della guerra in Iraq: tra i 650mila e gli 800mila a seconda delle fonti.

Senza maschere né segreti eravamo e restiamo contro la guerra, senza se e senza ma.

"Ecco la mappa dell'acciaieria Azovstal". Ma era la grafica di un videogioco. L'incredibile "scivolone" di Piazzapulita e altre trasmissioni tv mostra la situazione penosa dei nostri media, ormai malati di scoop e sempre più inaffidabili.

Pagina 7 del numero 240 Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero