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CYBER BLUFF
Mai più senza, ovvero gli entusiasti della blockchain
Ginox · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 6
Blockchain è uno di quei termini che ciclicamente invadono l'informatica moderna, una buzz word, utile a livello lessicale principalmente a riconoscersi tra simili. Se la pronunci nelle giuste cerchie e circolini, significa che hai colto l'affare del momento.
Il concetto nasce nel 1991 da un'idea di alcuni ricercatori per risolvere il problema della distribuzione di firme elettroniche. La cosa rimane però sostanzialmente ignorata, fino a quando non diventa l'ossatura del progetto Bitcoin, la mamma delle moderne criptomonete. La blockchain è di fatto un archivio, una sorta di libro mastro, cronologicamente ordinato e teoricamente immodificabile, si può solo aggiungere ma non togliere.
Perché questa cosa abbia creato così tanto entusiasmo è un mistero per molti informatici, me compreso. Le ragioni vanno ricercate, credo, nella sfera dell'economia. Le criptomonete sono divenute un gioco redditizio per investitori rampanti, ognuna si basa su una blockchain utilizzata per registrare le transazioni. Qualcosa di utile a creare un fenomeno così pervasivo, deve per forza essere intelligente... Se si usa la parola "blockchain", ad esempio per un bando di qualche progetto, ci si potrà fregiare dell'aggettivo "innovativo", anche se in quel contesto quella particolare soluzione tecnica è inutile e ridondante.
Le blockchain attirano le attenzioni dei soggetti più vari. Recentemente Banca Etica ha promosso un convegno "Blockchain e la sfida della sostenibilità", con tanto di esposizione di crypto art su una piattaforma realizzata attraverso la blockchain Hive, un progetto di nicchia, che punta molto sugli NFT, di cui ci siamo permessi di parlare male in un altro articolo di questa rubrica. Il meccanismo per cui la blockchain riesca a fare breccia anche nei settori "alternativi" è un altro mistero, forse dovuto a un ragionamento del tipo: se tutti ne parlano, qualcosa di buono ci deve essere.
Rimane però un fraintendimento di base: la dimensione della giustizia sociale pertiene a una sfera non tecnicamente determinabile, non c'è un escamotage tecnico che la possa garantire, è uno sforzo di volontà, in assenza del quale la tecnica non serve a nulla, neppure la blockchain. E in presenza di questa volontà la blockchain è soltanto un vezzo.
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Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
