Archivio › Fuori Binario n. 240 · Maggio 2022 › pagina 4
CLASSISMO
Pandemia e lockdown, impatto pesante sulle donne
Più povere, più sovraccariche, più depresse, più sole: è il quadro drammatico che esce da un dossier Caritas
Beatrice Montini · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 4
Secondo i dati Istat di febbraio su 101mila nuovi disoccupati in Italia, 99mila sono donne. Niente di nuovo visto che, già nel giugno 2020, l'Ispettorato del lavoro aveva segnalato che 37.611 lavoratrici neo-madri si erano dimesse nel corso del 2019. La situazione critica delle lavoratrici in Italia, soprattutto dopo un parto, viene confermata anche da un altro dato: solo il 21% delle richieste di part time o flessibilità presentate da lavoratori con figli piccoli viene accolto.
In sintesi, dunque, la pandemia, non ha fatto che accentuare il trend già in corso: donne lasciate sole a far fronte a un carico enorme dal punto di vista familiare, professionale e psicologico. Una situazione fotografata dal dossier Caritas "Donne e Covid-19. La pandemia delle diseguaglianze", presentato recentemente.
Gli studi sull'impatto pandemico nella popolazione italiana e non solo - si legge nel dossier - ci dicono che sono state le donne a subire le peggiori conseguenze sociali ed economiche della pandemia. Anche se proprio le donne sono state spesso in prima linea: in Europa il 76% del personale dei servizi sanitari e sociali e l'86% del personale che presta assistenza sono donne.
Il quadro drammatico, a cui mancano ancora risposte davvero concrete, è punteggiato da dati economici e sociali: una donna su 2 ha visto peggiorare la propria situazione economica, sia al Nord che al Centro e Sud; la quota sale al 63% tra le 25-34enni e al 60% tra le 45-54enni. Ancora, una donna su 2 si dice più instabile economicamente e teme di perdere il lavoro. E il 60% delle donne non occupate con figli dichiara di aver avuto durante la pandemia una riduzione almeno del 20% delle proprie entrate economiche, che implica spesso un'aumentata e preoccupante dipendenza: il 51% (una su 2) sostiene infatti di dipendere maggiormente da famiglia e partner rispetto al passato. Infine, per quanto riguarda il carico familiare, il lavoro di cura è quasi interamente sulle spalle delle donne: nonostante gli aiuti familiari, ripartiti dopo il primo lockdown, ancora il 38% delle donne (2 su 5) dichiara di farsi carico da sola di persone non autonome (anziani o bambini): dato che sale al 47% tra le donne tra i 25-34 anni, concentrate sui figli minori, e al 42% nella fascia 45-54 anni, che cura soprattutto gli anziani.
Passando alle conseguenze psicologiche della pandemia, l'80% delle donne dichiara un impatto devastante sulle proprie relazioni sociali e il 46% (una donna su 2) sulla propria voglia di vivere. Sono le giovani donne (18-24 anni; 25-34 anni) a segnalare un maggior impatto della pandemia sul loro umore, mentre l'83% delle meno giovani (55-65 anni) soffrono maggiormente sul fronte delle loro relazioni.
"Gli effetti della pandemia non sono stati uguali per tutti e, soprattutto, non possono essere definiti "neutri" dal punto di vista del genere - sottolinea Natalia Peiro, segretaria generale di Caritas Spagna - Se negli anni precedenti parlavamo di volto femminile della povertà, oggi possiamo testimoniare come Caritas, attraverso tutte le persone che accompagniamo, che anche gli effetti della pandemia hanno un volto femminile".
(b.m.)
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Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
