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Archivio › Fuori Binario n. 239 · Aprile 2022 › pagina 11

ATTUALITÀ

Soldi pubblici? Per il nuovo stadio, non per l'assistenza domiciliare

Nuovo taglio di risorse a spese dei cittadini più fragili e anziani. Per la giunta Nardella è più importante il restyling del Franchi.

Paola Sabatini · Fuori Binario n. 239, Aprile 2022, pagina 11

Da 22.670 ore al mese di assistenza domiciliare nel 2008 alle 15.000 attuali: un taglio netto che il Comune di Firenze ha compiuto inesorabilmente sulla pelle dei più fragili e indifesi, anziani e disabili in primo luogo. È quanto denunciano i 150, tra lavoratrici e lavoratori, che hanno presidiato la Regione Toscana lo stesso giorno in cui si festeggiava il nuovo stadio che costerà 150 milioni di euro, tutti provenienti da fondi pubblici nazionali ed europei. Le priorità della giunta Nardella sono chiare, nessuno potrà negare d'ora in poi la volontà del sindaco, ovvero la scelta di abbandonare a se stessi gli ultimi in nome di un consenso facile quanto grottesco e populista.

Oltre ai nostri familiari in difficoltà, a subire il taglio dei servizi sociali sono proprio i lavoratori che contestano questa deriva con uno slogan più che appropriato: "Per la dignità del lavoro e la qualità dei servizi". Chi li ascolterà? Andiamo con ordine per capire le radici della protesta. Il 4 febbraio scorso il servizio comunale di assistenza domiciliare è stato aggiudicato alla Cooperativa Elleuno. Un cambio d'appalto che coinvolge, appunto, circa 150 lavoratori, in prevalenza donne, e un migliaio di utenti. Negli anni questo servizio, che dovrebbe essere pubblico e gratuito, è invece diventato sempre più oneroso per l'utenza.

Durante la fase di transizione i lavoratori si sono attivati per contrastare i possibili esuberi derivanti dalla discrepanza del monte ore contrattuale e le ore previste nel nuovo appalto. In questa azione sono sostenuti dalla CUB sanità, sindacato per cui la dignità del lavoro e la qualità dei servizi devono andare di pari passo.

È sotto gli occhi di tutti, infatti, come ci sia sempre più bisogno di questo servizio in una città che invecchia come Firenze. Eppure l'amministrazione ha continuato a tagliare, colpendo la qualità delle prestazioni, troppo spesso insufficienti a coprire i bisogni, e gli stipendi degli operatori. Sono decine e decine di persone, soprattutto donne, che compiono un lavoro delicato con persone fragili ma che non vedono riconosciuta la sicurezza del posto di lavoro e dei propri diritti, rimessi in discussione ad ogni cambio appalto. Con l'obiettivo di chiedere tutele e garanzie, continuità e potenziamento del servizio, hanno organizzato nel tempo manifestazioni davanti al Comune di Firenze. Proseguono così le proteste: vogliono far capire alle istituzioni, ai fiorentini e alle tante associazioni, quanto sia preziosa la loro opera, il loro lavoro, nell'aiuto e il sostegno alle famiglie con persone anziane e disabili, ancora più indispensabile in questa fase pandemica.

Pagina 11 del numero 239 Uscito sul numero 239 (Aprile 2022), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero