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Archivio › Fuori Binario n. 239 · Aprile 2022 › pagina 11

FIRENZE RIBELLE

Un caleidoscopio di fiori per il Giardino dei Giusti

Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 239, Aprile 2022, pagina 11

Da qualche anno anche Firenze ha il suo Giardino dei Giusti, ispirato a quello di Gerusalemme e dedicato alla memoria di coloro che rischiarono la vita per salvare gli ebrei dalle persecuzioni razziali. Si trova sopra al Giardino dell'Orticoltura. Un caleidoscopio di piante e fiori che ricorda l'impegno e il sacrificio delle tante persone che si opposero alla barbarie e fa da cornice a una vista sorprendente, con scorci inediti della città. All'entrata del piccolo giardino recintato è stata piantata una quercia proveniente da un cimitero di guerra polacco, in memoria degli oltre 40mila militari italiani caduti nei lager fra il 1943 e il 1945 per essersi rifiutati di collaborare con i nazifascisti.

Al suo interno il giardino ha un allestimento semplice e suggestivo. Nell'area superiore è stato collocato un esemplare di lagerstroemia in memoria di Gino Bartali, il grande campione di ciclismo che è oggi il più noto tra i Giusti fiorentini. Durante la Seconda guerra mondiale fingeva di allenarsi ma in realtà trasportava dentro al telaio della bicicletta le carte d'identità false che rappresentarono la salvezza per tante famiglie ebree rintanate nelle campagne e nei conventi tra la Toscana e l'Umbria. In quei giorni maledetti a Firenze nacque anche una rete di salvataggio degli ebrei che ruotava intorno all'arcivescovo fiorentino Elia Dalla Costa e coinvolse quasi cinquanta luoghi tra parrocchie, conventi, istituti religiosi, scuole e lo stesso palazzo dell'arcivescovado. Il nome di Dalla Costa è stato impresso dal 2012 nella "parete dell'onore" nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme.

Tra gli altri religiosi proclamati "giusti" dallo Yad Vashem c'è don Giulio Facibeni, fondatore dell'Opera Madonnina del Grappa, il pastore valdese Tullio Vinay, che dette rifugio ai profughi e agli ebrei. Nel 2013 sono entrate a far parte della lista anche Vittoria Valacchi ed Elena Cecchini. Tra il 1943 e il 1944 rischiarono la vita nascondendo una famiglia di ebrei nella loro casa di Samprugnano, nel Valdarno.

Pagina 11 del numero 239 Uscito sul numero 239 (Aprile 2022), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero