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Archivio › Fuori Binario n. 239 · Aprile 2022 › pagina 10

RESTIAMO ANIMALI

L'insostenibilità del foraggio

Camilla Lattanzi e Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 239, Aprile 2022, pagina 10

La guerra in Ucraina sta facendo esplodere molte contraddizioni del nostro sistema economico, e tra queste l'insostenibilità delle filiere alimentari. Gli allevatori italiani invocano a gran voce aiuti di Stato per il settore agricolo e agroalimentare perché il prezzo dei mangimi sta subendo aumenti insostenibili e le riserve basteranno solo per una ventina di giorni, dopodiché gli animali andranno uccisi: morirebbero lo stesso, ma anticipare i tempi significa perdere reddito.

Il settore agricolo è in crisi da decine di anni, per la decisione scellerata di puntare su prodotti a basso costo importati da altri continenti (come le insalubri farine manitoba che vengono dal Canada) invece di puntare su prodotti locali e filiere corte, ovvero quel modello virtuoso e sostenibile di sovranità alimentare del quale parlarono già nel 1996 i membri di "Via Campesina". Siamo ancora in tempo per cambiare rotta, ma sembra mancare la volontà: si insiste con le stesse vecchie politiche insostenibili, fatte di importazioni di materie prime scadenti e di sostegno ai consumi di alimenti di origine animale. Non è bastato che l'OMS diffidasse dal consumo di carne per motivi di salute, né che gli scienziati dell'IPCC chiedessero una svolta verso un'alimentazione a base vegetale per contrastare i cambiamenti climatici: le ragioni del profitto sono più forti e si continua ad allevare spettri, animali inesistenti in natura, vittime di selezioni ed esperimenti genetici, per il cui foraggio (a base di soia e mais) viene sacrificato prima di tutto quel che resta delle foreste primarie, con danni non quantificabili per la qualità dell'aria e del clima, e poi terre preziose, che potrebbero essere destinate a una produzione agricola più sana e più efficiente dal punto di vista energetico.

Nell'emergenza che viviamo, invece del necessario ripensamento generale, sta prevalendo un cinico grattare il fondo del barile, attraverso sussidi e totale deregolamentazione: il problema verrà così solo rimandato con l'aggravante di un disastro ecologico irreparabile.

Pagina 10 del numero 239 Uscito sul numero 239 (Aprile 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero