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Archivio › Fuori Binario n. 238 · Marzo 2022 › pagina 8

EDUCAZIONE AMBIENTALE

L'oscuro destino dei rifiuti ingombranti

Che ne sai tu di un vecchio divano?

Barbara Imbergamo e Gianna Innocenti · Fuori Binario n. 238, Marzo 2022, pagina 8

Dove vanno tutti i materiali ingombranti, anche in buone condizioni, che gli abitanti di Firenze producono quotidianamente? Vengono suddivisi per materiali e riutilizzati? Oppure finiscono in discarica o in qualche inceneritore? Le cose in buone condizioni vengono rimesse in circolo? Sono solo alcune delle domande che avevamo in testa quando abbiamo iniziato a spulciare il sito di Alia in cerca di risposte che, purtroppo, non abbiamo trovato.

Il sito di Alia [www.aliaserviziambientali.it] è pensato immaginando che i cittadini siano interessati esclusivamente a liberarsi in maniera corretta dei propri rifiuti, ma non a conoscere i percorsi e i processi che seguono dopo lo smaltimento.

Cosa ne è di un divano con legno, stoffa, metallo, gommapiuma? Dove va a finire un lavello inox? E una cucina in truciolare, plastica e metallo? Cosa succede a una lavastoviglie con ferro, plastica e inox? Cosa succede ai materiali ancora in buone condizioni e cosa a quelli inutilizzabili? Sono domande semplici, ma importanti anche per impegnarsi con maggiore attenzione nella raccolta differenziata.

Le informazioni reperibili sul sito relativamente alla vita dei rifiuti sono pochissime e soprattutto quantitative. A Firenze nel 2020 sono state prodotte 367.000 tonnellate di rifiuti (circa 595 kg per abitante), la raccolta differenziata è pari al 52,54% e, relativamente agli ingombranti, si afferma che è in costruzione una piattaforma al Ferrale (nei pressi di Ugnano) nella quale verranno trattati questo tipo di rifiuti. Non una parola di più, né su come funzionerà la piattaforma, né su cosa accada ad oggi a tutti questi materiali. Non aiuta nemmeno il nuovo sito [www.firenzecittacircolare.it], sempre curato da Alia e dal Comune di Firenze, che non riporta alcuna informazione in proposito.

Data la scarsità di notizie, appare ancora più prezioso il lavoro dei gruppi autorganizzati e autogestiti (per esempio "Te lo regalo se te lo vieni a prendere" su Facebook) sui quali transitano quintali di materiali altrimenti destinati a diventare rifiuti. Gruppi che hanno proprio lo scopo "di dare nuova vita a un oggetto che altrimenti butteremmo" oltre che a favorire chi quell'oggetto non potrebbe permetterselo. Queste realtà nate dal basso indirettamente svolgono una politica ambientale molto più impattante di quelle istituzionali o sostenute da progetti sperimentali realizzati con finanziamenti europei. Si tratta di gruppi di persone volenterose e interessate alle famose 4R (Riduco, Riutilizzo, Riciclo e Recupero) che si basano unicamente sul passaparola.

Altri esempi virtuosi nel comprensorio fiorentino sono il centro del riuso di Manitese o la pratica di Restarters Firenze, un'associazione impegnata nella riparazione di apparecchiature RAEE ed informatiche (rifiuti elettronici). I Restarters organizzano "Restart Party" in vari "luoghi amici" della città e dei dintorni: eventi in cui persone competenti offrono il loro sapere per una riparazione condivisa di quegli oggetti elettrici ed elettronici guasti o malfunzionanti. Ad ogni incontro gli oggetti riparati vengono pesati, per stimare la quantità di potenziali rifiuti salvati dalla discarica.

Non sarebbe male se un'informativa di Alia diffondesse l'esistenza di queste buone pratiche nelle sue comunicazioni ai cittadini, facendo rete con queste realtà autogestite e invitando tutti i cittadini a provare a riparare e a donare, prima di smaltire, tutto ciò che è ancora riutilizzabile.

Naturalmente le pagine di Fuori Binario sono aperte ai contenuti di Alia, anche se immaginiamo che la società voglia prima aggiornare le pagine del sito per garantire un'informazione completa a tutti i suoi utenti.

Pagina 8 del numero 238 Uscito sul numero 238 (Marzo 2022), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero