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Archivio › Fuori Binario n. 238 · Marzo 2022 › pagina 2

CYBER BLUFF

Nft, il nuovo giocattolo figlio delle cripto valute

Ginox · Fuori Binario n. 238, Marzo 2022, pagina 2

I non fungible token, meglio noti come Nft, sono una sorta di certificato di proprietà su un bene digitale, una bella trovata per cavalcare l'onda delle cripto valute, proponendo qualcosa che non si capisce per quale motivo dovrebbe essere auspicabile. L'idea è vecchia come il mondo e sempre ugualmente sbagliata: rendere unico o scarso un bene per dargli un valore.

Il mondo del digitale non ha molti aspetti positivi, uno dei pochi è che le informazioni sono facilmente duplicabili, e possono passare di mano in mano senza che nessuna delle parti coinvolte debba rinunciarvi e senza sostanziali differenze tra la mia copia e la tua copia. Tutto questo mette indubbiamente in crisi quei mercati che si fondano sulla proprietà intellettuale. Il recente sviluppo delle cripto monete ha però introdotto un sistema che in maniera piuttosto barocca rende possibile o forse meglio credibile, designare un unico e legittimo proprietario per una certa informazione, ad esempio un'immagine, un video o altro. Parliamo di cripto monete, perché quello che rende fattibile questa magia nera è appunto quel registro contabile diffuso, noto come blockchain, alla base dello scambio di cripto valuta. L'idea è di tracciare attraverso di esso i passaggi di proprietà, dall'autore fino all'ultimo compratore.

Se si cerca su google "nft cosa sono" si troverà tra i primi risultati articoli in cui si spiegano le illimitate possibilità di guadagno realizzabili con gli Nft: produci qualcosa di artisticamente digitale e poi trova un fesso disposto a pagartelo in cambio di un certificato di proprietà altrettanto digitale, che vale fino a quando esisterà quella tecnologia.

Sopravvivranno ancora tra dieci o venti anni quei registri elettronici in cui è vergata la proprietà di qualche oscuro oggetto del desiderio digitale, acquistato a caro prezzo? Le videocassette avevano conquistato il mondo, e sono finite nel dimenticatoio nel giro di vent'anni...

Ciò che distingue un semplice oggetto digitale dal suo equivalente con Nft è soltanto l'esistenza di un numeretto che facendo dei calcoletti ci permette di dire: quel pugno di bit è del signor tal dei tali, garantisce una qualche blockchain. La più utilizzata per questo tipo di contratti è Ethereum, attiva dal 2015: arriverà al 2035? E dopo? Per essere sicuri dovremmo certificare la nostra proprietà presso un notaio. Ma lo si poteva fare anche senza Nft, e quindi sorge spontaneo domandarsi: ma l'Nft a cosa serve, se non a ostentare che si hanno soldi da buttare in inutili capricci digitali?

3,4 milioni di dollari è il prezzo pagato per acquistare la creazione digitale qui sopra - della collezione Bored Apes - e così far parte del club esclusivo dei collezionisti del genere.

Pagina 2 del numero 238 Uscito sul numero 238 (Marzo 2022), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero