Archivio › n. 238

Archivio › Fuori Binario n. 238 · Marzo 2022 › pagina 10

MILLEFOGLIE

Mitico alloro, simbolo sacro di sapienza e gloria

Ilaria Morelli · Fuori Binario n. 238, Marzo 2022, pagina 10

Contrariamente al nome il Laurus nobilis o alloro è una pianta comune che troviamo spontanea nei boschi e coltivata in spazi pubblici e giardini privati. Rustica, semplice da coltivare, sempreverde, è la pianta più usata per le siepi ma impiegata anche in cucina e in farmacia, da secoli, per curare molte malattie; ancora oggi si riconoscono le sue proprietà terapeutiche soprattutto per la cura dei disturbi dello stomaco e per favorire la digestione. Dai frutti, che ricordano le olive, si ottiene un olio dalle proprietà purificanti e antibatteriche che viene usato nella preparazione tradizionale del sapone di Aleppo. Poiché sopporta bene le potature e si lascia modellare con facilità, l'alloro si trova spesso squadrato o in forme che ne snaturano il portamento e in pochi sanno che, se lasciato crescere indisturbato, può diventare un albero dalla fitta chioma, di forma conica, che può raggiungere i 10 metri d'altezza.

L'alloro è presente anche nella nostra lingua, in espressioni come "Alloro olimpico", "Conquistar l'alloro" o "Dormire sugli allori", e tanti sono i nomi propri e le parole che rimandano a questa pianta. Laura, Dafne (il nome greco dell'alloro), laurea, che prima di essere il titolo conferito a compimento di un corso di studi universitario, era la corona d'alloro con cui anticamente si cingeva la fronte di poeti e vincitori. Infatti, nell'antichità greco-romana, questa pianta così comune era sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria.

Il mito che ha per protagonisti il dio Apollo, la ninfa Dafne e l'alloro è stato reso eterno da Ovidio nelle Metamorfosi e in tempi più recenti da Bernini nel suo capolavoro esposto nella Galleria Borghese di Roma. Con un dinamismo impensabile per una scultura in marmo, l'opera coglie il momento esatto in cui il corpo della ninfa si sta trasformando in pianta di alloro: i suoi piedi diventano radici e le gambe tronco, le mani e i capelli si trasformano in rami e foglie.

Pagina 10 del numero 238 Uscito sul numero 238 (Marzo 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero