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Archivio › Fuori Binario n. 238 · Marzo 2022 › pagina 7

PACE E GUERRA

L'Italia del futuro? Sempre più armata

Il Paese è martoriato da una crisi economica decennale e dalla pandemia, ma nel 2022 le spese militari supereranno la cifra record di 25 miliardi.

Felice Simeone · Fuori Binario n. 238, Marzo 2022, pagina 7

La spesa militare dell'Italia prevista per il 2022 supererà i 25 miliardi di euro. Di questi miliardi, 8.5 saranno spesi in armi tecnologicamente avanzate. Si tratta di un record assoluto delle spese militari dirette per il nostro Paese. È l'unica voce del bilancio dello Stato che è aumentata costantemente nel tempo, incluso il 2020, anno in cui il Covid ha paralizzato tutto. Ogni richiesta di spesa avanzata dal ministero della Difesa è stata approvata all'unanimità nelle commissioni parlamentari. Venticinque miliardi di euro sono l'ammontare medio delle leggi finanziarie dello Stato: sono tanti, tantissimi soldi.

Ogni giorno, e più volte al giorno, facciamo i conti con le conseguenze dei tagli che negli ultimi decenni non hanno risparmiato nessuno dei nostri ambiti del vivere comune e privato. Asili, scuola, servizi per giovani e anziani. Musei, teatri, biblioteche. Niente è stato sottratto alla falce governativa. Già prima che il Covid-19 stravolgesse le nostre vite sapevamo che la sanità pubblica italiana arranca da tempo per carenza di medici, personale, strutture. Non ci sono soldi, ci dicono, si devono "razionalizzare le risorse". C'è solo una categoria che non si è accorta della quotidianità umiliata degli italiani: i militari.

Perché? L'On. Lia Quartapelle, PD, della commissione Esteri della Camera, in una intervista a Radiotre, ha giustificato l'inevitabilità delle spese militari affermando che, uno, bisogna allinearsi agli altri paesi europei che stanno progredendo in tecnologia distruttiva, e, due, "perché l'Esercito è sempre utile, come ha dimostrato il suo uso per gestire (!) la pandemia". Figliuolo è pur sempre un Generale, ma Quartapelle alludeva forse all'uso di caccia bombardieri contro il virus?

L'aumento della spesa militare italiana è in linea con quello della spesa militare globale che ormai è vicina ai 2.000 miliardi l'anno. È sempre più evidente, infatti, la volontà degli Stati di usare la forza per condizionare le relazioni internazionali, spingendo ad un superamento delle Nazioni Unite e ad un ritorno di fatto alle dinamiche che precedettero le guerre mondiali. Solo l'adesione a questo programma può spiegare l'unanimità dei nostri parlamentari nell'approvare ogni richiesta di spesa in armamenti.

Secondo Francesco Vignarca della rete Pace e Disarmo "Le forze armate si stanno attrezzando per essere sempre più dispiegabili in contesti lontani dal nostro Paese e di natura turbolenta: rispetto al passato più interventi militari diretti e meno supporto e logistica". Il già capo di Stato Maggiore Generale Tricarico ha rivendicato la necessità degli investimenti in armi anche in un'ottica patriottica di difesa dei "nostri interessi". E si capisce bene la natura di questi interessi se si considera che negli ultimi quattro anni, 2.4 miliardi sono stati usati in missioni di difesa delle piattaforme estrattive dell'ENI.

È necessario uscire da questo vortice di follia e rigettarlo, sia per il rispetto che come esseri umani ancora riserviamo ad altri esseri umani e a tutto il vivente, sia per difendere i nostri diritti di cittadini che pagano le tasse per finanziare servizi vitali. Sembra un'utopia: i portuali di Livorno che si sono rifiutati di imbarcare armi destinate ad Israele hanno dimostrato che può realizzarsi.

Per approfondimenti e dettagli: https://www.osservatoriodiritti.it/; https://retepacedisarmo.org/; https://sbilanciamoci.info/

Pagina 7 del numero 238 Uscito sul numero 238 (Marzo 2022), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero